giovedì 2 febbraio 2006

Vinceremo e vinceromolo

Mi è venuto in mente il lapsus di Berlusconi a Pratica di Mare al cospetto dei grandi della terra.
Era un momento storico e solenne: praticamente veniva ufficializzata la fine della guerra fredda e la Russia entrava nell'orbita della NATO. Nella sua foga oratoria Berlusconi, a cui non era sfuggita la solennità del momento di cui era artefice, parlando della storia del luogo ricordò che da quelle parti-secondo la leggenda-erano vissuti Romolo e Remolo. Praticamente solo chi lo ascoltava senza traduzione si accorse del piccolo inciampo, ma lo scatenamento dei mass media ostili fu massiccio. Enzo Biagi con regolare cadenza ce lo ricorda nei suoi editoriali ed è convinto che Berlusconi non sappia i nomi dei famosi gemelli.
Cambiava la storia del mondo, ma Berlusconi veniva deriso per un lapsus.

Dobbiamo vincere le elezioni solo per vendicarci di questo e di migliaia di altri soprusi patiti dal nostro leader e da noi suoi simpatizzanti.
Siamo moderati solo perché non alziamo la voce e siamo educati, ma il nostro anticomunismo è tutt'altro che moderato, il nostro amore per la libertà è tutt'altro che moderato, il nostro attaccamento all'Italia è tutt'altro che moderato e la volontà di crescere e progredire è tutt'altro che moderata.

Speriamo che la campagna elettorale imbocchi la strada del confronto sui programmi e che si parli di soluzioni e provvedimenti, ma soprattutto che l'elettorato sappia ascoltare e metta da parte pregiudizi e preclusioni.
Il popolo è molto più maturo di quanto possano pensare certi politici ed è in grado di prendere decisioni ponderate e non condizionate: speriamo che prevalga il buon senso.
Certo, perché non è possibile per una persona di buon senso votare a sinistra!

L' Italia che sogniamo e che chiediamo al premier. M.Taradash, P.Calderisi, C.Palma

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=61772

Il programma dei Riformatori Liberali

Quelli che vogliono perdere. il Foglio

Casini e Follini ormai attivisti dell’Unione, con qualche giustificazione

Va bene che c’è un sistema elettorale proporzionale corretto dal maggioritario, al posto di un maggioritario corretto dal proporzionale, ma è curioso lo spettacolo di una coalizione in cui uno dei partiti gioca a perdere sistematicamente. Casini e Follini non si comportano come dei Bertinotti del centrodestra. Bertinotti si distingue, fa le sue liste con il simpatico Luxuria e il focoso noglobal Caruso, discute il programma, adotta di tanto in tanto pose puntute, ma non si stanca di garantire gli elettori del centrosinistra sul fatto che il voto a Rifondazione sarà un voto per la stabilità di un governo di legislatura guidato da Romano Prodi.
I nostri cari leader dell’Udc invece fanno a gara a giorni alterni nel destabilizzare la leadership del centrodestra, nel segnalare che da ogni punto di vista, politico e culturale, abitano ormai su un altro pianeta, quello del riformismo moderato post democristiano, lontano anni luce dal modo di essere del loro compagno di avventura di questi cinque anni, il vivacissimo e attivissimo Berlusconi. Appena il Cav. ne dice una, e ne dice parecchie, ecco la puntualizzazione ostile dei due alleati, la presa di distanza, la stilettata. E il presidente del Consiglio li ripaga della stessa moneta, continuando a dire che quel che ha fatto bene lo ha fatto lui, quel che non è riuscito a fare dipende dal fatto che gli elettori non gli hanno dato il 51 per cento e gli hanno imposto compromessi con partner che hanno funzionato come un freno a mano.
E’ una situazione politicamente seria? No. Per quante giustificazioni abbiano Casini e Follini, per quanto la ferita strategica e di potere nella coalizione non sia stata mai chiusa o sia stata malamente coperta con la “crisi ripugnante”, i rancori successivi e il cambio di legge elettorale come tampone provvisorio, per quanto sia difficile lavorare in politica con Berlusconi, non proprio un campione di ordine e di gravitas istituzionale, il loro assetto di battaglia fa un po’ ridere. Tra l’altro, è probabile che non produca nemmeno per loro grandi risultati, perché si sa più o meno che fine hanno sempre fatto i notai e gli arbitri quando le contese elettorali in questo paese si sono trasformate in duelli. Per l’elettorato di centrodestra l’effetto è uno solo e sicuro: si sentirà fino al 9 aprile nel braccio della morte, in attesa dell’esecuzione. Un accordo per la sospensione delle ostilità tra alleati, mentre è in corso la battaglia, sarebbe il minimo richiesto a dei professionisti della politica che intuiscano la notevole differenza tra il giocare con e il giocare contro la propria squadra.

martedì 31 gennaio 2006

Fiat...core 'ngrato. Francesco Pasquali

http://www.ragionpolitica.it/testo.4636.fiat_core_ngrato.html

LC di Montezemolo oltre al braccino ha anche la memoria corta

Primarie gonfiate

Forse i compagni credono che noi abbiamo l'anello al naso. Sono convinti di poter rifilare a noi qualsiasi panzana come fanno con i loro sodali.
Abbiamo bevuto gli oltre quattromilionitrecentomila votanti delle primarie similpelle che hanno incoronato Prodi, ci becchiamo i milioni di manifestanti che regolarmente faticano a riempire piazze da centomila, ci vendono scioperi da novantapercento ed ora vogliono venderci ottantaduemilaquattrocentonovantasei votanti alle primarie similpelle per il sindaco di Milano.

Siccome la matematica non è ancora soggetta alla par condicio, vorrei fare un semplice piccolo calcolo. Considerando che i seggi erano 124, il numero medio di votanti per seggio è 665.
Quanto tempo occorre per verificare l'identità, sottoscrivere il programma, pagare un euro, votare e deporre la scheda nell'urna? Facciamo due minuti? Ebbene se moltiplichiamo i due minuti per il numero medio di votanti per ogni seggio otteniamo 1330 minuti che sono più di 22 ore. Al seggio 51 dove c'è stato il record di affluenza (1714) avrebbero impiegato 57 ore.
Tenendo conto che l'affluenza si concentra in certe ore avremmo dovuto avere code chilometriche ai seggi.
Considerando, poi, che Milano era quasi impraticabile per la recente nevicata, qualcosa non torna. Allora, per essere indulgenti, possiamo dire che forse non si andato troppo per il sottile con l'identificazione, che qualcuno ha votato a raffica, che c'è stato qualche arrotondamento per eccesso, qualche spinta di incoraggiamento e qualche voto telepatico.
Se poi, ma non sono obbligati, volessero farci sapere quanti soldi hanno raccolto e cosa intendono farne, saremmo loro molto grati.
I dettagli potete trovarli al sito http://www.primariemilano.org/risultati.htm

lunedì 30 gennaio 2006

La destra che fa leggi di sinistra. il Foglio

Merlo dice che difendersi non è far west: un ragionamento da allargare

Francesco Merlo si domanda, su Repubblica, se sia proprio vero che la legittima difesa sia “di destra”. Conclude, pur con qualche inevitabile omaggio al birignao sul preteso carattere elettoralistico della norma appena approvata, che consentire a chi è aggredito di difendersi è “di sinistra”. Naturalmente etichettare politicamente i principi, per non parlare dei costumi, è un esercizio un po’ grossolano, già messo magistralmente in ridicolo da Giorgio Gaber. Tuttavia il ragionamento accennato da Merlo contiene un nucleo interessante. Nella sua foga propagandistica, spesso l’opposizione perde il senso degli interessi che è chiamata a difendere, e questo non vale solo per la legittima difesa, bollata dall’Unità come “licenza di uccidere”. Molte delle campagne che si sono scatenate contro rilevanti provvedimenti del governo appaiono contrarie agli interessi in nome dei quali sono state organizzate.
Basta pensare alla legge Biagi, che ha consentito attraverso nuove forme l’accesso al lavoro di centinaia di migliaia di giovani, limitando il fenomeno delle collaborazioni coordinate e continuative, vera e propria sanzione del precariato inventata dal centrosinistra. Lo stesso, se si guarda ai risultati, si può dire della legge sull’immigrazione, che ha consentito la regolarizzazione di settecentomila lavoratori stranieri e l’espulsione di qualche migliaio di clandestini. Ora i cannoni dell’opposizione sono puntati sulla legge che impedisce alle procure di ricorrere in appello contro le sentenze di assoluzione. Qualche aspetto della legge può essere perfezionato, ma è difficile sostenere che il principio di fondo non sia garantista e quindi, secondo una classificazione che vale in tutto il mondo (ma non da noi), “di sinistra”. La difesa del cittadino dall’arroganza dello stato, la regolamentazione della flessibilità del lavoro, la distinzione tra l’immigrazione di lavoro e quella criminale sono principi di civiltà, e se li ha dovuti sancire il centrodestra è perché la sinistra, quando era al governo, non ha fatto il suo mestiere.

martedì 24 gennaio 2006

Per fare politica ci vuole cervello, anche per votare

Quali sono le doti di un buon imprenditore? Creatività, entusiasmo, fantasia, comunicativa, lungimiranza e laboriosità.
Le caratteristiche di un bravo manager? Leadership, ambizione, orientamento al risultato, flessibilità, scelta e motivazione dei collaboratori.
Se poi un imprenditore di successo è anche un ottimo manager e se riesce a creare posti di lavoro avendo successo in campi diversi e se diventa ricco, anzi una delle persone più ricche al mondo, significa che stiamo parlando di un fuoriclasse. Chiunque sarebbe orgoglioso di sapere che è suo connazionale e, addirittura, sarebbe felice di poterlo annoverare tra le sue conoscenze.
Non parlo di Bill Gates né di Warren Buffett, mi riferisco a Silvio Berlusconi.
Solo in Italia da una ben precisa parte politica si è scatenato un odio assurdo ed ingiustificato nei confronti di una persona che meriterebbe, oserei dire, honoris causa la Presidenza del Consiglio.
Per giustificare un odio che deriva solo ed esclusivamente dall'aver perso e dalla paura di perdere il potere, si sono inventati che si è arricchito da quando è al Governo: è diventato ancora più ricco perché la sua azienda quotata in Borsa ha fatto utili ed ha incontrato il favore degli investitori.
Dicono che un bravo imprenditore non è necessariamente un buon politico: l'Italia dal dopoguerra è andata avanti per merito degli italiani, nonostante i Governi, ma soprattutto per i "regali" fatti con le pensioni a tutti, i sussidi alle aziende decotte, allo sperpero di denaro pubblico elargito agli amici e al voto di scambio che ha portato il nostro debito pubblico ad essere tra i più elevati al mondo. Nessun bravo imprenditore si sarebbe comportato con tanta dissennatezza.

La sinistra che denigra Berlusconi si ritrova poi i Consorte che guadagnano 50 milioni di euro per consulenze che non creano nemmeno un posto di lavoro, che vengono pagate all'estero, che non si sa come sono state contabilizzate e che speriamo paghino le tasse.
Non troverai mai un comunista che preferisca Berlusconi a Consorte: questi sono i nostri avversari politici, questa è la loro mentalità e questo è il loro modo di non ragionare.

Sempre per giustificare il loro odio cercano di distruggere il Capo del Governo con incriminazioni a raffica contro di lui e contro i suoi collaboratori, ma non riescono a trovare nulla di cui sia personalmente responsabile, tanto è vero che non ha subìto condanne definitive: le accuse sono poi assurde e parametrate alla potenzialità delinquenziale di un imprenditore di piccolo cabotaggio, non certo di uno dei più ricchi del mondo.

A me pare tutto così chiaro che faccio fatica a comprendere come molti miei connazionali siano così pervicacemente ostili a Berlusconi.

Su "Lotta continua" scrivevano così. da pepeonline.it

Non è un volantino delle BR. Era il giornale più “in” degli anni ‘70, quello che faceva “opinione”. E che continua a farla anche oggi visto che una buona fetta dell’odierna classe intellettuale (Sofri, Lerner, Deaglio, Mughini, Liguori, Carlo Panella, Ravera, Claudio Rinaldi, Erri de Luca, Boato, Manconi...) viene da qui

Un mondo migliore è possibile. Ma chi paga? “Sono questi i proletari a cui gli operai delle grandi fabbriche devono saper dire delle parole chiare: lavoro o no, vogliamo mangiare, vogliamo vivere, vogliamo essere pagati.” “No all’aumento della produzione, no allo straordinario, riduzione di orario a parità di salario per tutti (e soprattutto nelle fabbriche dove gli operai vengono messi a cassa integrazione), mutua pagata al 100% tutto l’anno”
“Non ci libereremo mai della schiavitù del salario, cioè del lavoro sotto il padrone, finché lotteremo soltanto per aumentare le nostre paghe (…) questo però non vuol dire rinunciare agli aumenti salariali, perché i prezzi aumentano continuamente e se non aumentano le paghe finiremo per lavorare gratis”.
Vogliamo tutto e subito “Vogliamo un aumento salariale per tutti e che sia grosso”. “Vogliamo la riduzione dei prezzi di tutti i generi di prima necessità: cibi, affitti e vestiari”. “Vogliamo scuola, trasporti e assistenza gratuiti” Più benessere per tutti? Facile: basta lottare uniti! “Dove hanno avuto la forza e l’organizzazione per farlo, [gli operai] le case se le sono prese”. “Noi non andremo in Parlamento a chiedere il ribasso generale dei prezzi, ma lavoreremo per organizzare la lotta nelle fabbriche, nei quartieri e nelle piazze. E nemmeno ci preoccupiamo di spiegare ai padroni come salvare capra e cavoli: come concedere il ribasso dei prezzi senza andare in malora, come fanno invece i sindacati quando chiedono le loro riforme”. “A noi di rovinare i padroni non ci fa tristezza. La loro morte è la nostra vita”. “La nostra vita è piena di cose che non abbiamo, che dobbiamo pagare a caro prezzo, ma che possiamo prenderci con facilità se siamo tutti uniti e lottiamo tutti assieme”
Brani estratti da “Verso la lotta generale: lottiamo per vivere”,
Lotta Continua, 2 febbraio 1972

La cultura che ci manca. Valentina Meliadò

http://www.ragionpolitica.it/testo.4525.html

Perché antifascismo ed anticomunismo non hanno la stessa valenza?

lunedì 23 gennaio 2006

Chi ha voluto la bicicletta deve pedalare

E' proprio necessario scandalizzarsi per le uscite del Premier?
Facciamo finta di credere che il PCI si finanziasse a suon di feste dell'Unità e che la DC vivesse solo di finanziamento pubblico. Continuiamo pure a crederlo, però inutile commemorare Craxi e voler fare ammenda degli errori del passato, se non si ammettono i finanziamenti "irregolari".
Forza Italia ha il vantaggio di essere un partito nuovo e, anche se pieno di democristiani e socialisti, può rivendicare la propria "verginità"da tangentopoli.
L'amico Follini a furia di tirare la corda con la discontinuità si è beccato il proporzionale che, per definizione, obbliga i partiti a prendere le distanze dagli alleati per ottenere visibilità.
Allora è giusto togliersi qualche sassolino dalla scarpa- come usa dire-e condurre la campagna elettorale usando tutte la armi lecite.
La sinistra cerca disperatamente di far notare il tuo dito mentre indichi il luogo del misfatto e purtroppo molti ci cadono, mentre certi alleati rischiano di farsi contagiare dall'opposizione criticando il Presidente anziché proponendo soluzioni o progetti.
Finora Berlusconi- a mio avviso- non ha sbagliato una mossa: ha dimostrato di essere un vero politico e un grande leader. Voler prolungare la legislatura per far approvare decreti in sospeso e la legge sull'inappellabilità, dimostra senso dello Stato, astuzia politica e forza delle convinzioni.

Ipocrisia della parità. Vittorio Sgarbi

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=59228

Impedire l'appello al PM è un gesto risarcitorio e di civiltà

venerdì 20 gennaio 2006

Ingegneri e rumori sinistri

Onestamente chi si sarebbe aspettato nell'autunno del 1989 il crollo del muro più "resistente" della Muraglia cinese?
Eppure gli scricchiolii si erano sentiti quando in Polonia un elettricista dei cantieri navali aveva osato fondare un sindacato libero.
Dobbiamo tendere l'orecchio ai rumori che precedono il crollo e sarà interessante osservare quanti fuggiranno dalla casa prima che cada a pezzi.
In queste settimane un partito importante del centrosinistra ha il "pilastro" portante della propria credibilità che dà segnali di cedimento: potrebbe essere il preavviso del crollo, ma la struttura potrebbe tenere. Noi stiamo attenti ai rumori sinistri che provengono da quella struttura e cerchiamo di capire se sono un segnale di crollo, se la struttura reggerà o se cederà da un'altra parte.
Un bravo ingegnere edile sa quali sono i punti deboli di una struttura e quanto possono resistere ad un terremoto, sa, quindi, dove mettere le mani per rinforzare o per indebolire una costruzione.
In politica, specialmente in campagna elettorale, servono capaci ingegneri che sappiano valutare le proprie architetture e quelle degli avversari e che sappiano decifrare tutti gli scricchiolii e da quali parti provengano.

Più presenti in tv. Sette su dieci sono dell'opposizione. il Giornale

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=58469&START=0

Lo studio è del Centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva

Il rischio elettorale? Trasformare l'Italia in una regione rossa. Gianni Baget Bozzo

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=58484

Un eventuale partito democratico non ci salverà dal comunismo

Riflessioni sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Giuliano Cazzola

I metalmeccanici sono riusciti a rinnovare il contratto. Tutto bene quel che finisce bene, allora? Resta il fatto di dover constatare che una gloriosa categoria è riuscita a concludere la propria vertenza sul terreno dell’ordine pubblico, grazie al blocco di autostrade e stazioni ferroviarie. Quando un esercito è in difficoltà non basta prendersela con gli avversari. Bisogna trovare il coraggio di sparare sul proprio Quartier generale, denunciando gli errori di quello stato maggiore sindacale che non ha saputo formulare adeguatamente i piani di battaglia e che ha chiesto grandi sacrifici a centinaia di migliaia di lavoratori. I tanti Cipputi che hanno disciplinatamente scioperato sono certamente autorizzati a scaricare tutte le colpe della loro situazione sulla Federmeccanica e – se è di loro conforto – sul governo di centrodestra. Ma delle domande, prima o poi, dovranno porsele. Per quali motivi, in questi ultimi mesi, sono stati rinnovati molti contratti (anche nei settori privati e dell’industria) spesso senza dover ricorrere allo sciopero o comunque con una conflittualità molto bassa? E ancora: come mai, dal 1993 (quando fu stipulato quel Patto che definì le regole delle relazioni industriali) ad oggi, le vertenze contrattuali sono rimaste in un contesto di litigiosità assolutamente fisiologica, tranne che nella categoria dei metalmeccanici? Perché quei criteri che sono stati ritenuti adeguati a definire le dinamiche salariali di un’operaia tessile o di una commessa di un supermarket sono stati ripudiati dalle federazioni di categoria per le tute blu?

Riflessioni orientative per le prossime elezioni. Silvio Berlusconi fans club

"Nelle imprese grandi, è difficile piacere a tutti" (Solone)

Dopo avere dato il proprio contributo alla vittoria della Cdl nel 2001, moltissimi elettori si sono disinteressati non solo di politica attiva, ma anche della elementare informazione sulla attività legislativa e sulla sua applicazione. Al contrario, gli elettori avversari hanno continuato ad assorbire l’ ordinario indottrinamento capillare, il consueto “radicamento nel territorio” (fuori dell’ ipocrisia: clientelare distribuzione di posti di lavoro e carriere non per merito, ma per sincera o simulata adesione alla sinistra), l’ informazione faziosa, incompleta, menzognera di sempre. Sempre agguerritissimi e carichi del disprezzo e dell’ odio di cui vengono imbottiti contro chi non la pensa come loro, ora si preparano ad una campagna elettorale senza esclusione di colpi.
Dobbiamo dunque svegliarci, darci una mossa, prepararci a reagire ed attaccare (s’ intende, con la forza della ragione e dei fatti, e in primo luogo senza lasciarci mai intimidire dalla loro logorrea sfiancante ), anzitutto informandoci alle fonti stampate e audiovisive sicure, e rifiutando drasticamente non solo l’ informazione ufficialmente di sinistra, ma anche ed ancor più quella subdola e – apertamente o sotterraneamente – corrosiva, intendo dire in particolare RAI 3, Repubblica, Espresso, Corriere della sera, Stampa.
L’ opposizione non svolge il suo compito correttamente democratico di controllo, di eventuali critiche e di controproposte costruttive, ma, attraverso i parlamentari, i sindacati e le piazze, fa solamente opera di istigazione all’ odio contro le persone dei governanti e al disprezzo verso di noi; svolge capillare propaganda delegittimante; persegue il rallentamento dell’ approvazione e della esecuzione delle leggi (sperando di potere dire alla fine: “Il Governo in 5 anni non ha fatto niente!”); una parte di essa, rende precario l’ ordine pubblico e spesso incerta la sicurezza dei cittadini. Che poi tutto ciò provochi un danno oggettivo per lo sviluppo e per l’ immagine dell’ Italia, non solo non li addolora, ma al contrario li gratifica, perché sanno che solo chi è malcontento (per cause oggettive o anche solo psicologiche) “si butta a sinistra”, che i frettolosi di rinnovamento cadono facilmente nell’ astensionismo , che, in breve, per loro, “tanto peggio, tanto meglio”.
Particolarmente grave la circostanza che la sinistra abbia ancora in mano (per scelta di comodo o per intimidazione) la magistratura inquirente e quella giudicante: dal tribunale di I° grado, all’ appello, alla cassazione, alla corte costituzionale, al consiglio superiore della magistratura e fino ai diretti consiglieri del presidente della Repubblica: tutti organi che non possiedono legittima sovranità – perché questa spetta esclusivamente al Parlamento, in quanto eletto dal popolo – ma che di fatto riescono a frapporre pesanti rallentamenti e ostacoli allo sviluppo e all’ immagine dell’ Italia

lunedì 16 gennaio 2006

Forza Berlusconi

Qulcuno ha detto che finalmente Berlusconi ha tirato fuori...gli attributi.
Noi pensiamo che, alla partenza della campagna elettorale, abbia tolto il doppiopetto di Presidente del Consiglio per indossare l'abito del leader del centrodestra.
Ha fatto bene il suo dovere portando a termine una legislatura che ha "prodotto" più provvedimenti di qualsiasi altra( non era difficile) ma, soprattutto, ha introdotto riforme e leggi fondamentali per consentire al nostro Paese di avanzare nel progresso e nel benessere.

Ha avuto tutti contro, anche gli alleati in diverse occasioni. Non ha mai mollato e per questo merita gratitudine. Ha creduto in una missione e vi si è dedicato senza interessi personali.
Ha compiuto un'impresa in condizioni che avrebbero demoralizzato chiunque. Grazie Presidente.

Noi sosterremo sempre più convinti la battaglia del nostro leader e degli alleati per la vittoria alle elezioni e condividiamo la strategia adottata da Berlusconi: niente sconti agli avversari, rispetto dei ruoli e delle persone, ribattere colpo su colpo.

La faccenda Unipol vede schierata una sinistra isterica a cui è stato rotto il giochino che non trova di meglio che attaccare e calunniare come se fosse grave più denunciare che fare gli intrallazzi.
Berlusconi è andato dal pubblico ministero a riferire di un incontro di esponenti dei Ds con il Presidente delle Generali: nessun rilievo penale, però i giudici ascolteranno i testimoni.
D'Alema non ha dato spiegazioni, ma si è limitato ad insinuare che fossero stati scomodati apparati dello Stato per "intercettare" quell'incontro.

Ora il Cavaliere chiede che si faccia luce sui conti di Consorte che ammontano a 50 milioni di €.
Forse qualcosa di penalmente rilevante. Senza dubbio molto di politicamente rilevante. Anche noi elettori vorremmo che fosse fatta chiarezza, al più presto. Anche i Ds dovrebbero chiedere chiarezza, nel loro interesse, se sono estranei alla vicenda...
Per questo diciamo: forza Berlusconi!

venerdì 13 gennaio 2006

La Quercia e quel patto violato. Fabrizio Cicchitto

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=56767

Una chiave di lettura che apre retroscena gravidi di conseguenze quella del vice-coordinatore di Forza Italia

Una buona riforma. Davide Giacalone

La riforma che introduce l’inappellabilità delle sentenze d’assoluzione è giusta ed opportuna.
Si possono avere opinioni diverse, naturalmente, ma dire che si tratta di un provvedimento preso per favorire Berlusconi, già assolto in primo grado in uno dei procedimenti che lo riguardano, è una tesi sciocca ed infantile.

Si tratta, assieme a quella che riguarda l’ordinamento giudiziario, della più importante riforma fatta in questa legislatura, in tema di giustizia, e mira a difendere gli interessi dei più deboli.
Se, in primo grado, l’imputato è condannato, egli può presentare ricorso in appello, se, invece, è assolto, il pubblico ministero non può chiedere che sia processato una seconda volta. Funziona già così nei sistemi accusatori, quale il nostro vorrebbe essere. Funziona così negli Stati Uniti.
Da noi c’è chi strepita, sostenendo che, in questo modo viene meno la parità fra accusa e difesa. Ma la parità deve riferirsi alle condizioni dibattimentali, e, difatti, presuppone una totale estraneità del giudice da ambo le parti, cosa che da noi non è, perché una vasta area, e quasi tutta la sinistra, s’oppone ad una sana, giusta e razionale separazione delle carriere.

Fuori dal momento dibattimentale, quindi dal processo vero e proprio, la parità fra le parti non esiste, ed è a tutto vantaggio dell’accusa. Da un lato, difatti, si trova la procura, con un magistrato (o più) pagato dallo Stato, che può disporre a piacimento della polizia giudiziaria ordinando pedinamenti, perquisizioni, intercettazioni, rogatorie all’estero, tutte attività costose e tutte a carico dello Stato. Attività opportune, intendiamoci, ma che certo squilibrano le indagini, dato che, dall’altra parte, c’è solo l’indagato e l’avvocato che potrà pagarsi. Il rapporto è tanto impari che il nostro codice contiene la più ignorata e violata delle norme: quella che prevede il pubblico ministero raccolga prove anche a favore della difesa.
Dopo questa fase si arriva al processo, dove le parti tornano (o dovrebbero tornare) ad essere pari. Ecco, se il giudice dichiara innocente l’imputato, è giusto che la cosa si fermi lì. Punto: la procura non è stata capace di scoprire il colpevole. Continuare, come fino a ieri si poteva fare, è un accanimento che ripropone lo squilibrio delle parti, fra chi lavora interamente spesato e chi deve pagarsi il difensore. Minore e la capacità economica dell’imputato, maggiore è il beneficio portatogli dalla riforma.
C’è un problema di coerenza costituzionale? Non credo, perché la Costituzione (art. 111) parla dei ricorsi per Cassazione, che rimangono, mentre è evidente che l’intero impianto dei tre gradi di giudizio è stato concepito a difesa delle garanzie dell’imputato. Semmai c’è un problema di coerenza generale. Quando, molto tempo prima che il Parlamento cominciasse ad occuparsene, proponevo l’introduzione dell’inappellabilità aggiungevo che con questa si sarebbe potuto anche intaccare il principio d’innocenza, nel senso che poteva darsi qualche conseguenza ad una prima sentenza di condanna (solo per fare un esempio: le cauzioni).

In ogni caso, la riforma va nel senso della difesa dei diritti del cittadino e delle parti più deboli, oltre a snellire il lavoro (spesso inutile) giudiziario. Va nella direzione giusta.

Borsa, controlli, opa. Davide Giacalone

Che la Banca d’Italia avrebbe bloccato l’opa di Unipol su Bnl era evidente, e lo avevo scritto.
Il fatto che la decisione sia firmata da Desario dimostra la consistenza del conflitto d’interessi in capo al nuovo governatore, Draghi. Non per sua colpa, ma il debutto poteva essere migliore. Fine di questa storia, se non fosse che lascia molti problemi aperti.
Ancora una volta le autorità di controllo non hanno funzionato, ancora una volta gli altarini sono saltati per intervento della magistratura penale.
E’ un fatto grave, questo, molto grave. Unipol lanciò l’opa a luglio, è del tutto dissennato che la sua incapacità patrimoniale a farlo sia decretata a metà gennaio. In attesa d’essere autorizzata all’opa Unipol nutriva la convinzione di aver già vinto la partita. E’ vero che il suo amministratore lo comunicava ad amici parlamentari, per telefono, ma è anche vero che nessuna autorità si era peritata di andare a controllare come stavano le cose. E stiamo parlando di due società quotate in Borsa.
Guarda un po’ il caso, ma la bocciatura dell’opa arriva dopo che gli sponsor politici ne avevano già stabilita, a scopo autodifensivo, la inadeguatezza e negatività. Con il che si lascia in bocca al pubblico la strana sensazione che ove la sponsorizzazione non fosse venuta meno, anche le autorità preposte si sarebbero comportate diversamente. Attenzione, perché non è l’esistenza di qualche filibustiere a tenere lontani i risparmiatori e le aziende dalla Borsa, bensì la sensazione che il filibustiere possa godere di complicità fra i controllori, per loro corruttibilità o incapacità.
Ora ci dicono che, visti gli intrecci d’interessi venuti a galla, visto il ricorrere di certi personaggi sia nella scalata a Bnl, sia in quella ad Antonveneta, come anche in quella a Telecom Italia, su
quest’ultima è necessario avviare delle indagini, che forse sono già in corso. Bravi, buon lavoro, ma quella storia io l’ho mandata in libreria due anni fa (Razza Corsara), con nomi, cognomi ed indirizzi. Nessuno ha querelato, ed il mio lavoro non era certo quello di chi dovesse scoprire reati.

Io raccontavo i fatti, e tali fatti erano: a. la privatizzazione di Telecom Italia fu fatta a condizioni poi tutte violate; b. ciò che si raccontò ai riparmiatori fu poi smentito dai fatti; c. quando Colaninno scalò Telecom Italia la Consob non intervenne per sanzionare comportamenti del tutto incoerenti con il dettato legislativo; d. la società lussemburghese allora utilizzata, la Bell, non solo consentiva vantaggi fiscali, ma celava la reale identità degli scalatori; e. la Telecom fu poi ceduta fuori Borsa a Pirelli, con un bel marameo ai risparmiatori ed alle regole. Non bastando tutto questo, ho anche raccontato come la condotta di Telecom Italia, società quotata in Borsa, sia stata quanto meno disinvolta e sospetta in Brasile, ove possono essersi generati fondi neri, tanto più sospetti visto che la proprietà non era trasparente ed individubile.

Su tutti questi fatti c’è stata la più solida omertà, interpartitica ed intergiornalistica. Non so quanto di questo tornerà alla ribalta, ma so che se accadrà lo si dovrà, ancora una volta, ad indagini penali. E questo è un male, un grande male, segno di un Paese senza anticorpi, dove lavora solo il chirurgo. Speriamo solo abbia occhiali efficienti, e non colorati.

giovedì 12 gennaio 2006

Centrodestra pride

Ieri sera Paolo Mieli ha dichiarato la sua preferenza per il centrosinistra.
Si era capito ed ho capito anche perché mi piace sempre meno.
Banchieri, artisti, intellettuali e gente di spettacolo hanno fatto la fila per votare alle primarie similpelle dell'Unione.
Le critiche nemmeno troppo velate a Berlusconi e al suo governo che si sentono e leggono dappertutto, non inducono a pensare che i fans del centrodestra siano numerosi.
Invece siamo poco più della metà del corpo elettorale.
Posso capire che noi siamo il Paese del piove governo ladro e che la critica, dopo il gioco del calcio, è il nostro sport nazionale, ma che non si abbia il coraggio di dichiararsi mi sembra troppo.
Per quanto la sinistra blateri non siamo in un regime e, se pure gli omosessuali fanno outing e rivendicano la loro diversità, anche noi dobbiamo dichiarare il nostro orgoglio di centrodestra.
Vorrei riproporre un concetto già espresso: la conta degli amici si fa prima delle elezioni.

Tutti coloro che sono vicini al centrodestra e sono personaggi famosi, intellettuali, imprenditori, scrittori, scienziati e giornalisti abbiano il coraggio delle loro idee e lo dichiarino pubblicamente. Togliamoci dalla testa il concetto falso che essere di destra significa essere fascisti e che la sinistra rappresenta il bene perché professa il buonismo.
In politica deve esserci la pari dignità delle opinioni.

Spero che in caso di augurata vittoria del centrodestra si tenga conto di chi ha manifestato la propria fede politica e si respingano i soccorsi che arrivano sempre al vincitore dalla parte avversa.

mercoledì 11 gennaio 2006

Trent'anni e non capirli. Filippo Facci

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=56239

Il quotidiano fondato da Belgenio Scalfari compie trent'anni. Invano

La bufala del condono di Berlusconi

Dichiarazione dell'avvocato Ghedini:
"Il presidente Berlusconi non ha risparmiato neppure un euro di tasse ed e' uno dei principali contribuenti italiani versando ogni anno svariati milioni di euro. Le società di cui e' soltanto azionista, nelle quali non ha alcuna carica dal 1994 e che sono quotate in Borsa, hanno autonomamente deciso e nell'interesse delle società stesse, di aderire ad uno strumento legislativo di cui si sono serviti moltissimi italiani e moltissime società alcune delle quali assai note e vicine alla sinistra... Ma, anche in tal caso, non vi e' stato alcun risparmio, poiché vi era un contenzioso in atto che poteva risolversi positivamente per le società. La scelta di chiudere un contenzioso e' stata quindi una tipica scelta imprenditoriale, del tutto scollegata dall'azionariato. Il condono, pur potendolo ben fare, non e' stato affatto utilizzato da Silvio Berlusconi quale persona fisica. Cio' avrebbe anche comportato la chiusura di ogni contestazione anche penale. Il condono di natura formale e' stato invece presentato su decisione dei professionisti al solo fine di evitare le sanzioni per le eventuali irregolarità formali. Tale presentazione - continua Ghedini - implicava, anche come effetto collaterale, l'abbreviarsi dei termini da otto a cinque anni per l'eventuale accertamento tributario che, fino ad oggi, non era mai stato esperito dall'agenzia delle entrate pur potendolo agevolmente fare. Tale inazione ha quale suo fondamento, all'evidenza, la semplice ragione che la stessa Procura di Milano per Silvio Berlusconi mai ha ipotizzato alcuna evasione delle tasse."

Cosa ha fatto Berlusconi in cinque anni di governo?

L'opposizione riconosce praticamente niente di buono a questo governo: a denti stretti salva la patente a punti ed il divieto di fumo.
Dell'abolizione del servizio militare non fa cenno: per il Paese è stata una dimostrazione di grande apertura democratica e per la sinistra un'occasione persa. Critiche feroci alla riforma del lavoro e a tutte le leggi cosiddette ad personam. Bocciatura totale del ponte sullo stretto di Messina, per non parlare della riforma Moratti, della devolution e della giustizia.
L'integrazione al minimo delle pensioni sociali per la sinistra è stato un duro colpo ed hanno sempre contestato il fatto che non è stata data a tutti, ma non tutti i pensionati sociali, per fortuna, sono indigenti.
Si sono scatenati contro l'abbassamento delle aliquote fiscali ( è il massimo!) contro l'abolizione delle imposte di successione e donazione, la legge Bossi-Fini per loro è fumo negli occhi, la riforma del risparmio è stata fatta troppo tardi e la riforma elettorale è fatta apposta per far vincere il centrodestra.
Non si sono lesinate critiche ai bonus fiscali per figli, coniugi e anziani a carico, le agevolazioni e le semplificazioni per le imprese sono insufficienti e parziali, i poliziotti di quartiere troppo pochi e, udite udite, la criminalità è aumentata perché le carceri non sono state mai così piene.
Un'altra chicca da incorniciare: è aumentata l'evasione fiscale perché sono aumentati gli accertamenti e le sanzioni!
L'apertura dei cantieri in tutta Italia dopo decenni di paralisi ha mandato in crisi l'ala rosso-verde della coalizione e fatto gridare allo scandalo per la legge obiettivo che snellisce le procedure di approvazione dei progetti.
Le missioni di pace che i nostri militari compiono in tutto il mondo con unanime riconoscimento di professionalità e valore, dalla nostra opposizione sono considerate spesa superflua quando non addirittura aggressione armata di popolazione inerme.
Critiche, solo critiche e niente da salvare.

Poi parli con loro e sai cosa ti dicono:"cosa ha fatto Berlusconi in cinque anni di governo?"

martedì 10 gennaio 2006

Un sistema coperto d'ipocrisia. Valentina Meliadò

http://www.ragionpolitica.it/testo.4338.html

Banche, finanza e industrie troppo legate alla politica ingessano il sistema

Ragionpolitica diventa quotidiano. Alessandro Gianmoena

Ragionpolitica dà il benvenuto ai lettori nella sua nuova veste quotidiana. Da oggi il nostro settimanale offrirà aggiornamenti quotidiani esaminando i temi dell'attualità nei suoi molteplici aspetti, evidenziando i fatti della politica italiana ed internazionale. Infatti, al consueto appuntamento settimanale, da oggi si affianca anche una lettura quotidiana, per unire al commento dei fatti la riflessione che coglie i significati nello scorrere dell'attualità.

lunedì 9 gennaio 2006

Cosa non si farebbe per arraffare qualche voto. Gaetano Saglimbeni

http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=15

Una pensionata al minimo cita Berlusconi in giudizio, qualcuno le dà retta, ma non ha diritto all'integrazione

Nel quartierino i veri furbetti sono i sindacati. Renato Farina

http://www.ilpungolo.com/site/leggi.asp?IDS=10&NWS=NWS3574

Azionisti di Unipol e percettori di finanziamenti dallo Stato, i sindacati non sono tenuti a pubblicare i bilanci

La verità in cambio di protezione. Paolo Guzzanti

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=55757

Alì Agca è libero e potrebbe svelare molti segreti: attentato al Papa, rapimento Moro, sparizione di Emanuela Orlandi...

Crisi energetica: domande e risposte. Erik Marangoni

http://www.ragionpolitica.it/testo.4329.html

Il gas russo, l'Ucraina, la politica energetica europea e i gasdotti

Continua l'intesa tra terroristi e pacifisti di sinistra. Martino Pillitteri

http://www.ragionpolitica.it/testo.4316.html

Il sequestro-lampo del pacifista italiano nella striscia di Gaza e l'atteggiamento dei palestinesi

La sinistra e il complesso dei migliori. Luca Ricolfi

http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=25&ID_articolo=247&tp=C

La presunta superiorità morale della sinistra messa a dura prova dal caso Unipol

giovedì 5 gennaio 2006

Caro Bertinotti... Gaetano Saglimbeni

http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=3

Le possibili promesse di Prodi all'alleato rifondaiolo

Immoralismo. il Foglio

Il problema non è quel che Fassino dice al telefono, ma in pubblico

Può chi faccia politica essere esentato dal segreto, disconoscere la necessità di premiare gli amici e castigare i nemici, evitare lo scambio di potere, non occuparsi di soldi in competizione con altri? No. E allora, di che cosa stiamo parlando? Qui ci si domandò in un editoriale, quando fu lanciata l’operazione Unipol-Bnl: “Ma quante banche ha D’Alema?”. Dunque non siamo stupiti di fronte alle intercettazioni in cui si manifesta la gioia per il fatto di “avere una banca”. La banca amica, il giornale amico, l’industria amica, la cooperativa amica sono dati della realtà politica, della lotta per il potere. Gli immoralisti come noi lo sanno. I moralisti fanno finta di non saperlo. La differenza – a vantaggio di chi lo giudicherà il lettore – è tutta in questa distinzione.

Il problema di Piero Fassino non sta in quel che ha detto al telefono, ma in ciò che dice in pubblico. Se invece di spacciare bellurie l’avesse detta giusta, lo scandalo non ci sarebbe. Un partito non serve ideali disincarnati se non per cattiva metafora, piuttosto organizza e promuove interessi al servizio di una politica che si spera nutrita di idee, di soluzioni e di criteri oggettivi, razionali e utili a una buona concezione e pratica dell’esistenza umana. Un partito parteggia letteralmente per gli uni contro gli altri, ovviamente nel rispetto di certe regole comunemente accettate e codificate, valide per tutti. Se questo fosse stato e fosse il discorso pubblico del segretario dei Ds, il suo orgoglio telefonico per avercela fatta a creare un polo bancario e assicurativo legato al movimento cooperativo non farebbe nemmeno notizia.
Gli si rimprovererebbe soltanto, e non è poco, di avere sbagliato cavallo nel caso sia dimostrato in giudizio che l’opa Unipol su Bnl era davvero fondata su imbrogli e violazioni di legge, addirittura sulla compartecipazione a una rete associativa a delinquere che sale per li rami su su fino all’opa Telecom.
Gli si chiederebbe conto dell’immenso patrimonio accumulato da Consorte e Sacchetti nella forma di consulenze pagate, che però assomiglia a una provvista finanziaria in piena regola, su conti esteri gestiti dai finanzieri di riferimento del partito, divisa perfettamente a metà. Una volta dimostrato che si è trattato solo di fiducia mal riposta, e magari che le consulenze sono solo consulenze, il politico potrebbe tornare serenamente ai suoi segreti, ai suoi scambi, alla sua lotta per la sopravvivenza su cui si fonda il funzionamento di una democrazia moderna fondata sull’eguaglianza dei diritti e sul mercato.

mercoledì 4 gennaio 2006

Lettera aperta agli elettori di centrodestra

Stando ai numeri il centrodestra ha la maggioranza.
Stando ai media sembrerebbe che gli elettori di Berlusconi&affini siano un' esigua minoranza.

Parlando di politica nei bar, ristoranti, salotti e riunioni il governo Berlusconi è sempre preso di mira; in treno o in autobus chi si lamenta impreca sempre contro Berlusconi; satira, film, giornali e televisione non sono certo teneri con l'attuale capo del governo.
Noi siamo tolleranti, disponibili all'ascolto, ma se cerchiamo di controbattere arriva la raffica di improperi e le poco lusinghiere considerazioni sulla nostra salute mentale.
E' ora di finirla!
Basta con la nostra sudditanza psicologica e la sopportazione remissiva nei confronti di una parte politica che ha dimostrato ( Unipol docet ) di non essere migliore.

Usciamo allo scoperto e abbiamo il coraggio di dichiarare la nostra appartenenza politica.
Diamo una mano a quelli che non manifestano la loro fede, facendo capire che siamo la maggioranza e possiamo vincere perché abbiamo un programma e abbiamo dato prova di saperlo realizzare.
Chi non esce allo scoperto sappia che non sarà facile per lui salire sul carro del vincitore: possiamo contare su personalità di ottimo livello e non abbiamo bisogno di riciclati dell' ultima ora.

L' arroganza della sinistra comunista è insopportabile: quando ha il potere lo esercita con prepotenza, quando non lo possiede pretende di dettare legge.
Impegnamoci ad interrompere la catena di potere e di prepotenza di questa sinistra inconcludente: andiamo tutti a votare e convinciamo gli scettici che solo il centrodestra è in grado di governare il nostro Paese.

Al voto, al voto! W il centrodestra!

martedì 3 gennaio 2006

La stupudità del "fondamentalismo". Giancarlo Livraghi

http://www.gandalf.it/arianna/fondamen.htm

Alcune riflessioni sull'intransigenza di un "mago" della comunicazione

Il Tecoppa di via Solferino. Lodovico Festa

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=54320

Il ruolo di Mieli nelle scalate bancarie
Al direttore - Troppe parole e troppi distinguo stanno usando i Ds nei confronti di Consorte. Suggerisco una definizione chiara, sintetica e, soprattutto, collaudata: “mariuolo”.
Manlio Beruschi, Milano

Risposta del Direttore
Stia attento a scherzare con il craxismo ex post dei diesse, che poi uno Scalfari forse un po’ bevuto scrive un editoriale delatorio per suggerire, come ha fatto contro il Foglio l’ultimo dell’anno, querele per diffamazione se non denunce per calunnia. Ohibò! Siamo proprio degli incompresi. Quando diciamo che 50 milioni di euro un po’ così, da un’opa all’altra, sono un problema politico, non facciamo del moralismo, facciamo cronaca e commento. Siamo incompresi. Per Scalfari il discorso di Craxi alla Camera sul sistema illegale di finanziamento della politica fu il punto più basso della storia parlamentare italiana, per noi quello più alto. Ipocrisia, elusione, dissimulazione sono strumenti ordinari della lotta politica, che però non cancellano altre possibili scelte, come il coraggio, la verità, il temperamento personale, la sbiancatura dei sepolcri. (Giuliano Ferrara)

lunedì 2 gennaio 2006

venerdì 30 dicembre 2005

mercoledì 28 dicembre 2005

Sono di centrodestra

Forse non è deontologicamente corretto per un blogger, ma ripropongo un mio post del 2 novembre.Ovviamente non ho cambiato idea e mi piacerebbe leggere nuovi commenti.

Continua la discussione sul perché ci sono tante persone "normali" di sinistra. Il tenore dei commenti è stato sostanzialmente garbato e non posso che rallegrarmene.Cerco di spiegarmi ancora meglio, visto che i miei interlocutori mi danno opportunità di confronto.Ho detto e ribadisco che per essere di sinistra non occorre fare delle scelte: in Italia si è di sinistra per definizione, per nascita, per cromosomi.La cultura, l'informazione, l'arte, la storia, il cinema, il teatro, la scuola non sono forse quasi esclusivamente in mano alla sinistra?La destra è stata ghettizzata per decenni!Essere di destra o centrodestra significava emarginazione!E' vero o non è vero?Se abbiamo l'onestà intellettuale di ammettere che la sinistra è stata dominante e determinante nel quadro politico italiano dal dopoguerra in avanti, non si può negare a chi non si sente di sinistra il diritto di identificarsi nella Casa delle Libertà.Come ho detto, la preferenza per il centrodestra è frutto di una scelta o meglio di una rinuncia, della sconfessione della sinistra. Non c'è odio per chi la pensa diversamente: sono stato come tanti un elettore di centrosinistra, ho messo in discussione verità scontate, certezze intoccabili, principi scolpiti nella roccia e......ho cambiato schieramento politico.Più di ogni altra cosa mi ha disgustato la disinformazione praticata dalla sinistra, tanto subdola quanto efficace. Ognuno è libero di ascoltare, leggere, credere, dire quello che crede, ma deve essere veramente libero da qualsiasi condizionamento nella scelta di quello che ascolta, legge, crede, dice. Rispetto le scelte di campo e spero che siano scelte consapevoli, rispetto anche coloro che non vogliono mettere in discussione le loro idee per paura di dover cambiare, ma esigo il rispetto delle mie preferenze.E' profondamente sbagliato considerare chi non è di sinistra un traditore o un minorato condizionato da Berlusconi: la presunta superiorità della sinistra è solo negazione dell'autocritica.Su questi presupposti spero che il dibattito trovi altre adesioni

Sì, le Br erano manovrate dal Kgb. Paolo Guzzanti

Seguendo le tracce di Carlos, la commissione Mitrokhin è giunta a una conclusione scioccante: i nostri terroristi compivano azioni chieste dai servizi segreti russi

Le Brigate rosse erano o no un braccio armato del Kgb? Si può dire oggi che la risposta è un sì definitivo. Altro che serial killer idealisti: il loro gruppo di comando faceva parte di una struttura operativa guidata dai servizi sovietici che affidavano la pianificazione del terrorismo alla Stasi tedesca cui spettava il compito di smistare le richieste ad agenzie di fiducia: dai Lupi grigi turchi alla banda di Ilich Ramirez Sanchez, più noto come Carlos, detta Separat nella Germania comunista, la Raf tedesca, Action directe francese e le Brigate rosse italiane.
La questione è stata affrontata nella Commissione parlamentare Mitrokhin con una missione al Palazzo di giustizia a Parigi un anno fa e poi a Budapest.Ed è stato proprio dai documenti ungheresi, già noti alla magistratura italiana, che la verità è emersa nel modo più scioccante: le Br facevano parte del sistema operativo del Kgb, compivano azioni richieste dal Kgb e rispondevano al Kgb attraverso una ferrea catena di comando.
La verità è emersa seguendo le tracce di Carlos che sconta l’ergastolo in Francia ma che è tuttora molto attivo in depistaggi: costui, fra gli anni Settanta e Ottanta, guidava una agenzia paramilitare con basi nell’Iraq di Saddam Hussein, nella Repubblica popolare dello Yemen del Sud con la più importante base navale sovietica, a Bucarest, Varsavia e infine a Budapest, dove però era a mala pena tollerato per i gravi problemi di ordine pubblico che i suoi guerriglieri provocavano nelle strade della capitale. Ma era comunque a lui che venivano commissionati i più importanti attentati e omicidi, insomma le «covert operations» più sporche.
Sono dunque gli anni del rapimento di Aldo Moro, della strage di Ustica, della strage di Bologna, dell’attentato al treno del Natale 1984 e dell’ondata terroristica delle Brigate rosse e in genere del terrorismo e dell’eversione. Se l’inchiesta ventennale del leggendario giudice istruttore francese Jean-Louis Bruguière è indispensabile per comprendere lo scenario internazionale del terrorismo guidato dall’Unione Sovietica, i documenti più espliciti per quel che ci riguarda vengono invece dall’Ungheria, la cenerentola del Patto di Varsavia: a Budapest, Carlos aveva i suoi covi più riforniti di armi, documenti, munizioni e denaro e da qui partiva in missione lasciando tutti i suoi materiali a disposizione degli agenti ungheresi, che in sua assenza perquisivano e fotocopiavano per redigere rapporti destinati ai superiori russi e tedeschi orientali circa le mosse del terrorista.È stato frugando fra le carte di Carlos gestito dalla Stasi e dal Kgb che sono saltate fuori centinaia di pagine sulle Brigate rosse come parte integrante di un sistema eversivo diretto dall’estero.
È una storia che a tratti sfiora il grottesco: quando, nel 1977, i sovietici annunciarono agli ungheresi che Carlos stava per istallarsi a casa loro, gli ungheresi per precauzione dettero ordine di pedinarlo con una macchina del ministero degli Interni. Ma Carlos, che si sentiva più a casa sua degli ungheresi, scaricò il caricatore della sua pistola contro l’auto mettendo in fuga gli agenti disarmati e terrorizzati che furono immediatamente rimessi in riga dai russi: niente pedinamenti, niente misure attive, ma soltanto intercettazioni e perquisizioni, con l’obbligo di consegnare subito a loro tutto il materiale raccolto. Una piccola parte di quei materiali è rimasta nelle mani degli ungheresi i quali, caduto il regime, l’hanno messa a disposizione della procura di Roma e della Commissione parlamentare sul Dossier Mitrokhin.
Si tratta di più di mille pagine con la vera storia di una sezione operativa del Kgb che agiva usando le Brigate rosse. I nomi ricorrenti sono talvolta noti, come quelli di Valerio Morucci e Antonio Savasta, talvolta meno noti, come quello di Alessandro Girardi, o storpiati come quello di «Curzio», che secondo gli ungheresi doveva essere Renato Curcio.
A questo punto lo stesso delitto Moro assume una definizione molto più grave di quella che fu prefabbricata dallo stesso Kgb con l’operazione di disinformazione detta Shpora, attraverso la quale si è fatto credere che Moro fu eliminato dagli americani per ordine di Henry Kissinger che non voleva il compromesso storico, quando è dimostrato, sia dalle interviste di Kissinger che da un recente libro di Maurizio Molinari sui documenti della Cia in Italia, che è vero il contrario: gli Usa volevano aiutare il Pci a sganciarsi dall’Unione Sovietica e Moro era l’uomo sul quale puntavano per questo risultato. Ci sembra che la recente storia del nostro Paese debba essere riveduta.

I DS e le Coop. Fine di un'era. Sergio Romano

http://www.ilpungolo.com/site/leggi.asp?IDS=10&NWS=NWS3553

Caso Consorte: riflessioni sul collateralismo

La concretezza che porta alla vittoria. Turi Vasile

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=53144

Le ragioni del voto a Berlusconi

martedì 27 dicembre 2005

Indecisi a causa dell'indecisionismo. Marco Taradash

http://riformatori.blogspot.com/2005/12/indecisi-causa-dellindecisionismo.html

Qualche consiglio per la prossima campagna elettorale

2005 in cifre, belle e brutte. il Foglio

Ci sono numeri strombazzati (l’inflazione) e dati sottaciuti (il nuovo pil)

Ci sono numeri strombazzati e dati sottotaciuti. A fine anno si scopre, ad esempio, che le famiglie hanno dovuto subire rincari del 5,1 per cento (cifre di un dipartimento del Tesoro) nel settore dei prezzi liberalizzati. Si dice che l’Italia sia in declino, ma poi si constata che gli italiani consumano di più. L’Istat, inoltre, ha proceduto a una revisione del prodotto nazionale, il pil, fra il 1992 e il 2000, che ha comportato un suo aumento del 2 per cento. In parte ciò è dovuto al calcolo dei servizi finanziari delle famiglie, prima ignorati, che – secondo i criteri statistici europei – vanno considerati. In parte l’aumento dipende anche da una migliore valutazione della dinamica delle costruzioni, che ha portato a rilevarne un tasso di crescita molto maggiore di quello precedente, con effetti particolarmente notevoli per il volume di investimenti.

Queste rettifiche, riferite soltanto a pochi settori, e soltanto fino al 2000, confermano quanto più volte scritto dal Foglio sulla sottostima del nostro pil. Esse sono state passate sotto silenzio dalla grande stampa, forse perché si è pensato che la loro modesta entità non cambi sostanzialmente il quadro dell’economia italiana. Ma ciò è errato. Infatti, se – come sembra logico assumere – questa rivalutazione si ripercuoterà anche sul pil del 2005 e del 2006 per un 2 per cento (e vi sono buone ragioni per ritenere che la rettifica farà emergere un’altra quota di aumento del pil delle costruzioni), la prima conseguenza sarà che il rapporto debito/pil nel 2006 non sarà del 107,4 per cento, come stima il nostro governo, ma del 105,3. E nell’ipotesi che la rettifica del quinquennio 2001-2005, che sarà comunicata a marzo, comporti un altro 1-2 per cento di incremento del pil, il rapporto debito/pil scenderebbe ulteriormente al 104,3-103,3. Molto vicino a quella quota 100 che il governo uscente, con una politica di maggior contenimento della crescita disordinata della spesa corrente e con maggiori privatizzazioni, avrebbe potuto presentare agli elettori.
Anche il peso della pressione fiscale è destinato a mutare, con la rettifica del 2 per cento. Nel 2006, secondo le stime del documento previsionale e programmatico, doveva essere il 40,3 per cento, contro il 41,3 per cento del 2005. Ma considerando la rettifica del pil nel 2006 risulterebbe del 39,5 per cento. Si realizzerebbe così uno dei principali obiettivi del programma per questa legislatura, quello di portare la pressione fiscale verso il 39 per cento.

Caro Saddam, resistono tutti. Massimiliano Parente

http://www.ildomenicale.it/langonia.asp

La resistenza irachena e quella dei repubblichini di Salò sono paragonabili?

Siamo alla fame. Di caviale. Filippo Facci

Capito la crisi? Il consumo di caviale è calato dell'1 per cento e quello di ostriche del 2,5 per cento: è bastato perché alcuni titolassero «Consumi in calo» dopo la ferale notizia che persino il salmone affumicato ha avuto un decremento dell'11 per cento. E quanto può resistere, un Paese, in queste condizioni? La spesa per il pranzo di Natale in compenso è aumentata (+3,7) e così pure l'acquisto di prodotti made in Italy, ma non fatevi ingannare: è chiaro che gli italiani stanno folleggiando prima dell'inedia definitiva e come già fecero prima dell'anno Mille.

La spesa per i regali si è rivelata inoltre più oculata grazie all'intento di «ridurre gli errori e ottimizzare la spesa con acquisti utili», gli italiani insomma hanno speso meno, hanno speso meglio e hanno frequentato più mercati e mercatini. Terrificante. Ma allora diciamolo, forti del nostro retroterra nichilistico: non possiamo che augurarci che tutto acceleri e vada sempre peggio, che l'Apocalisse finale non ci lasci agonizzare, che gli italiani giungano al prossimo Natale con privazioni ancora più umilianti e definitive, che possano calare gli acquisti dei pini da supermercato, dei panettoni da nove chili farciti con besciamella, che ci siano solo settanta chilometri di luminarie anziché ottanta, che cali di un altro punto percentuale l'acquisto di caviale Beluga a vantaggio del volgare Sevruga. Meglio ardere che spegnersi lentamente.

Verso la certezza dell'imposta: pregi della Finanziaria 2006. Francesco Galietti

http://www.ragionpolitica.it/testo.4258.html

Attenzione a non confondere il concordato con il condono

giovedì 22 dicembre 2005

Caro Babbo Natale, vorrei un Paese.... Paola Locci

http://www.ilpungolo.com/site/leggi.asp?IDS=8&NWS=NWS3536

Un lettera, piena di richieste di buon senso, che sottoscriviamo integralmente

Libertà in rialzo. Christian Rocca

http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/fh2006.html

Il 2005 è stato uno degli anni migliori da quando Freedom House, nel 1972, ha cominciato a valutare la libertà nel mondo

Il tempo dei maramaldi etici. Arturo Diaconale

http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=289&id=6191&aa=2005

Tira una brutta aria quando si scatena la violenza etica della sinistra

Il gioco del piattino di Prodi dal quale uscì il nome di Gradoli servì a coprire un informatore. Claudia Passa

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=52170&START=0

Un esposto di quaranta parlamentari della CdL denuncia il Professore

Sanzioni ai disoccupati che rifiutano il posto

Il ministro Maroni annuncia: «Niente sussidio a chi dice no a un’offerta di lavoro»

«Emanerò a breve una circolare per fissare sanzioni per i lavoratori in mobilità che rifiutano offerte di lavoro. Potranno decidere di rifiutarle, ma perderanno il sussidio di disoccupazione».
Ad annunciare l'arrivo del provvedimento è lo stesso ministro del Welfare, Roberto Maroni, nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno del ministero del Welfare.
Maroni sottolinea che si tratta di uno strumento diffuso in Europa per diminuire l'intervento pubblico dove non serve.

mercoledì 21 dicembre 2005

Governare l'opinione. Christian Rocca

http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/goveopinione.html

Comunicare con la gente fa bene ai sondaggi

Più entusiamo per l'Iraq. Magna Carta

http://www.magna-carta.it/editoriali/2005_12_20_55321,01.asp

Non è forse un grande messaggio di democrazia l' alta affluenza al voto in Iraq?

Scrivi un messaggio "politico"

Chi lo desidera, nello spazio riservato ai commenti, può lasciare un messaggio, una proposta, iniziare un dibattito, fare una critica o una valutazione su temi di carattere politico. Grazie

venerdì 16 dicembre 2005

Crolla il muro di gomma. Paolo Guzzanti

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=50348&START=0

Quanti sanno che l'aereo precipitato a Ustica esplose per una bomba a bordo?

giovedì 15 dicembre 2005

Chi ha detto che il Cav. non sa fare politica?

La legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza è passata.
Poche settimane fa nessuno avrebbe scommesso su un cambio del Mattarellum, invece si andrà al voto con la nuova norma elettorale.
Si potrà votare il partito preferito perché si presenteranno separati, ma in una coalizione. Sapremo, quindi, sin da subito da quale parte e con quale leader staremo.
Non si potrà votare il candidato, le liste sono bloccate. Sarà merito o demerito dei partiti la scelta delle persone da candidare: il nostro voto premierà i programmi, l'ideologia, le proposte e le cose fatte.
Dunque avremo la possibilità di dare più o meno peso al nostro partito nell'ambito dello schieramento ed anche il piccolo partito avrà voce se supererà la soglia di sbarramento.
Non credo che sia un peggioramento della vecchia legge, al contrario.
Gli eletti rappresenteranno in modo proporzionale i voti e non ci saranno regali ai partiti minori come è avvenuto alle ultime elezioni.
Guiderà il Paese chi avrà più voti e questo mi sembra un principio molto democratico.
Il merito va ascritto ad un signore che viene considerato un impolitico, imprenditore prestato alla politica, sbeffeggiato per le sue esternazioni poco corrette. Credo si debba rivedere il giudizio su Silvio Berlusconi politico: si sta dimostrando un grande.

Tav, la Sinistra a scartamento ridotto. Giuseppe Pennisi

http://www.clubeconomia.it/articoli/articolo.php?id=393

Prodi non può evitare di prendere posizione, visto che non è estraneo al progetto

Al Direttore. il Foglio

Al direttore - Fausto Bertinotti in Cina è riuscito di nuovo a spiazzarci sostenendo una tesi davvero formidabile: i problemi e l’assenza di diritti fondamentali per i cinesi non dipenderebbero dai decenni di un regime comunista di quel paese, ma dal fatto che non vi sarebbe abbastanza comunismo. A parte che, alla luce di queste dichiarazioni, sarebbe logico aspettarsi anche l’indicazione di almeno un paese in cui il comunismo sia riuscito a garantire il rispetto dei diritti umani, comunque la questione merita di essere vista da vicino.
Infatti, pochi giorni fa, di fronte alla notizia dell’uccisione da parte delle autorità cinesi di decine di contadini nella provincia di Dongzhou, Bertinotti ha dichiarato che il mancato rispetto dei diritti umani in Cina, “non dipende dal tipo di regime, ma dalla dipendenza dal mercato capitalistico”, arrivando fino a elaborare un’analogia sostanziale tra la repressione compiuta dalla polizia cinese e quella della polizia italiana contro le manifestazioni anti Tav e contro il G8 di Genova. Ieri, invece, durante la visita guidata, e strettamente controllata, in Tibet, ha dichiarato che “non vede repressioni religiose in Cina”.
Ora, solo per limitarci alle notizie degli ultimi giorni, 29 pastori protestanti delle chiese non riconosciute sono stati arrestati nella provincia di Henan durante un incontro dove si parlava dell’epidemia di Aids che ha colpito quella regione, e 5 monaci buddisti sono stati arrestati nel monastero Drepung di Lhasa per il loro sostegno al Dalai Lama. Più in generale, il controllo sulle attività religiose in Cina è ferreo e l’adesione all’ideologia del regime è condizione indispensabile per la nomina di esponenti religiosi. Su un punto però Bertinotti ha ragione, quando afferma che le gerarchie cattoliche sono interessate a dialogare con il governo cinese.
Il Vaticano, infatti, nonostante nella Chiesa vi sia chi batte per la piena libertà religiosa, ha scelto in Cina e Vietnam una linea di collaborazione con i governi che mira ad instaurare rapporti diplomatici ufficiali, anche se in cambio di restrizioni alla libertà di culto. Per le due Chiese italiane, quella comunista e quella cattolica, diciamo noi radicali, la libertà non è mai al primo posto.
Matteo Mecacci, via Internet

Risposta del Direttore
Bertinotti è tanto delizioso quando sussurra comunismo domestico ammorbidito dal realismo nei nostri salotti nazionali, compresa qualche buona idea, quanto surreale a contatto con il comunismo vero. Quel comunismo vero, anche se in conto capitale come in Cina, dovremmo evitarcelo, e lui dovrebbe evitarlo. Quanto al Vaticano, caro il mio radicale, cerchi di non interferire e rispetti il Concordato.

mercoledì 14 dicembre 2005

Il costo della fiacchezza. Giuliano Ferrara

L’invincibilità del Cav. di nuovo messa a dura prova: ecco perché

Berlusconi è in una congiuntura politica inaudita, e non riesce a tirarsene fuori ormai da mesi e mesi, sicché ora c’è la girandola dei manifesti di propaganda murale, ora la spirale delle candidature improbabili a sindaco di qui e di là, ora la giostra delle supposizioni nel suo stato maggiore, compresa quella che perda, e infine questa storia dell’attacco a tre punte che non si capisce bene in quale porta finisca per tirare. Risparmiamo ulteriori consigli, tutti quelli che potevamo dare li abbiamo già dati nel lontano e recente passato, inutilmente, su queste colonne. Di qui alle elezioni ci limiteremo a tifare per lui senza illusioni, perché è più simpatico e libero dei suoi sfidanti, punto. Ma qualche segnalazione è dovuta, a lui stesso e ai lettori. In qualunque edicola di Parigi il Cav. può procurarsi l’ultimo numero di due settimanali, “Le Point” e “Marianne”.
Nel primo troverà l’intervista a Nicolas Sarkozy di cui abbiamo riferito sabato scorso. Idee chiare, forti, di rottura del modello sociale francese, con un appello alla storia e all’identità repubblicana combinato con spirito di innovazione politica e quella grande determinazione, quella volizione, quel decisionismo che stimola e affascina un pezzo importante dell’influente intelligenza francese (i neoreazionari, così li bolla l’establishment della gauche) e conquista nei sondaggi una decisa maggioranza di consensi (nell’ultimo di domenica sui candidati della destra all’Eliseo Chirac è all’uno per cento, il suo delfino e primo ministro de Villepin al 19 per cento, Sarko vola verso il 40 per cento).
Nell’altro settimanale il Cav. troverà una intervista di Romano Prodi che loda il destro montante Sarkozy e come al solito irride a lui. Il decisionismo nei momenti di crisi s’impone anche agli avversari, mentre la fiacchezza attira inimicizie crescenti perfino tra gli alleati, e apre un vuoto difficile da colmare. In Francia l’ultimo esempio sono state le banlieues in fiamme, e Sarko se l’è giocata con la parola “racaille” e molti arresti e lo stato di emergenza.
Ma Prodi non gli dice che è un fascista e un reazionario, lo blandisce. In Italia l’ultimo esempio, in tema di sovranità dello stato, è la Tav in Val di Susa. E qui Prodi spara invece a zero sulla polizia che sgombra l’assedio ai cantieri voluti anche dal suo governo e dai suoi governi locali ed europei (Roma, Torino, Bruxelles), si propone come solutore del problema, incassa la moratoria elettorale, con la collaborazione incredibile dei magistrati d’assalto, e pesta sull’avversario inerme. Cose diverse la Francia e l’Italia, ovvio; cose diverse le banlieues e la Tav, ovvio, ma accomunate da un elemento: è in gioco la sovranità della decisione politica, chi ne è titolare ha l’alternativa secca di farla rispettare (decisionismo) oppure no (fiacchezza). Il costo della fiacchezza, da Scanzano Jonico alla Repubblica di Chianocco, è semplice: nessuno ti rispetta più.

Andrea's version. il Foglio

Qui gatta ci cova. Va bene che il sondaggio commissionato sull’Iraq dalla Bbc sembra dar ragione al torbido George Bush più che al trasparente Vittorio Zucconi. Va bene che l’Oxford Research International, l’istituto incaricato, ha titoli e prestigio non così inferiori a quelli della Swg. Va bene che, nonostante gli scoop di Rai News, il 71 per cento degli iracheni risponda sulla sua condizione di vita definendola “molto buona” (21,9 per cento) e “piuttosto buona” (48,7). E che il 65 per cento preveda un miglioramento nell’anno prossimo, o addirittura un “grande miglioramento”. E’ possibile infatti che il popolo iracheno non segua ora per ora Rai News e non si renda del tutto conto. Passi. E passi anche che il suddetto popolo non desideri un governo di religiosi, solo il 5,2 per cento; o di militari, 1,7; o di tecnici (3,1 per cento), pur se immaginiamo come quest’ultima notizia possa provocare un dolore lancinante ad Andrea Manzella. Ma gatta ci deve covare, se Repubblica non ha scritto una riga sul sondaggio. Vuoi vedere che Bonini & D’Avanzo hanno convinto il povero Mauro che trattasi di un falso del terribile Pollari?

Dall'abbraccio al braccio. Giordano Bruno Guerri

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=49854

Chi teme che un saluto fascista possa significare un ritorno al passato?

America e Cina la doppia morale per i giustiziati. Cristiano Gatti

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=49908

I condannati a morte in Cina non contano come quelli americani...

martedì 13 dicembre 2005

Ecco un saggio di frasi fatte, aria fritta ed ecologismo un tanto al chilo

Il testo della Mozione finale dell'Assemblea della Rete Meridionale Nuovo Municipio/No Ponte tenutasi a Reggio Calabria il 10 dicembre 2005.
NO TAV - NO PONTE
Per un futuro sostenibile e di giustizia, per la sovranità degli abitanti nei luoghi della nostra vita.
La rivolta pacifica degli abitanti e dei sindaci della Val Susa riguarda tutti noi ed in particolare quanti in questi anni si oppongono alla realizzazione di inutili quanto dannose grandi opere, dalla Tav al Ponte sullo Stretto di Messina.
La rivolta pacifica degli abitanti e dei sindaci della Val Susa pone al centro del dibattito politico la questione della democrazia e della giustizia nel nostro paese.
Da una parte la nonviolenza scelta dai valsusini per difendere la loro valle e il loro futuro; dall'altra parte la violenza del potere che vuole via libera per realizzare loschi affari. I valsusini vengono accusati dal governo nazionale e regionale, e persino da gran parte dei partiti di opposizione, di essere egoisti, di fare una lotta localista, di opporsi al progresso solo per salvare la loro pace paesana. Chi spinge per aprire il cantiere dell'alta velocità, parla invece di
sviluppo, di occasioni economiche, di modernità.
Quello che si definisce un interesse particolare - sia esso delle comunità della Val Susa o di quelle dell'area dello Stretto - è invece espressione della sovranità delle popolazioni che vivono il loro territorio, reclamano la legittimità di decidere il proprio futuro e quello dei propri figli.
Non è certo casuale che su questo terreno numerose realtà, non solo di lotta ma anche istituzionali, del Nord e del Sud d'Italia si trovino concordi, esprimendo concretamente un federalismo solidale, che è l'opposto della devolution leghista e del centralismo statalista. Nella lotta dei valsusini è l'affermazione di un interesse generale che si coniuga con un principio di giustizia sociale.
Il metodo nonviolento degli abitanti della Valsusa prefigura già il fine della decrescita e del rispetto del patrimonio naturale. Nel mezzo violento delle forze militari e nella ostinazione della lobby pro-Tav, invece, c'è già il fine della devastazione ambientale e di uno sviluppo dissennato.
Dire no alle grandi opere devastatrici e progettare un futuro di sostenibilità ambientale e di giustizia sociale significa oggi resistere alle aggressioni che l'attuale governo perpetra con violenza nei confronti del territorio e chiedere alla Unione, che prepara il futuro governo, non soltanto di annullare la legge "obiettivo", ma di ridiscutere con le popolazioni interessate l'intera programmazione infrastrutturale, il piano dei trasporti, il piano energetico,
l'assetto complessivo del territorio.
Non accettiamo che avvengano scambi e contrattazioni del tipo "se non
facciamo il ponte, facciamo però la TAV ed il Mose; se non facciamo il nucleare, facciamo però le centrali a carbone".
All'indomani dell'insediamento del nuovo governo dovranno partire i nuovi piani territoriali, energetici e dei trasporti sostenibili discussi con gli abitanti coinvolti secondo un principio di democrazia partecipativa. Sin quando decisioni condivise non siano prese la scelta più saggia dovrà essere la moratoria di lavori, interventi e progetti.
Ciò che oggi avviene in Val di Susa è un fatto che riguarda tutta la nazione, perchè è in gioco il modello di sviluppo che si vuole perseguire. La lotta della Val di Susa è la stessa lotta contro il Ponte di Messina, contro gli inceneritori, contro le centrali nucleari; è lo stesso impegno di chi vuole rallentare, di chi ha iniziato a dare retta ai segnali di crisi del pianeta, di chi propone un futuro sobrio, di chi fa i conti con le risorse limitate e pensa che tutti gli uomini abbiano diritto a godere di ciò che la terra offre.
La nostra solidarietà agli abitanti ed ai sindaci della Val Susa si concretizza nell'impegno ad estendere e rafforzare sin da ora la lotta contro il progetto del Ponte sullo Stretto in vista di una grande manifestazione da tenersi a Messina il 22 gennaio 2006.
NO PONTE - NO TAV
COORDINAMENTO NO PONTE - RETE MERIDIONALE DEL NUOVO MUNICIPIO
Reggio Calabria, 10 dicembre 2005.

Disoccupati tedeschi lavorano in Sicilia come raccoglitori di arance. Gaetano Saglimbeni

http://www.ilpungolo.com/site/leggi.asp?IDS=10&NWS=NWS3522

Ben 3000 le richieste arrivate dalla Baviera ad un agrumicoltore di Palagonia

L'Europa gioca alla pace. Marco Taradash

http://riformatori.blogspot.com/2005/12/leuropa-gioca-alla-pace.html

Il viaggio in Europa di Condoleeza Rice e le ipocrisie dell'informazione

lunedì 12 dicembre 2005

Agli ultra-65enni il "prestito vitalizio ipotecario". Pietro Fracassi

http://www.popolis.it/Dettaglio.asp?EPID=109!109!0!0!44461!

Chi ha più di sessantacinque anni e possiede un appartamento potrà usufruire di prestiti con rimborso integrale alla scadenza, se il provvedimento sarà confermato dalla Camera

Questo (nuovo?) colonialismo ecofanatico. Francesco Natale

http://www.ragionpolitica.it/testo.4213.html

Non si può continuare a cavalcare l' ambientalismo a tutti i costi

La Margherita e la rivalutazione di Berlusconi: una storia infinita nella sinistra. Raffaele Iannuzzi

http://www.ragionpolitica.it/testo.4199.html

Anche la sinistra deve ammettere la superiorità politica del Cav.

La fotografia del Censis: un'Italia in ripresa. Vincenzo Merlo

http://www.ragionpolitica.it/testo.4202.html

Il rapporto dell'istituto di ricerca smentisce i giudizi catastrofici della sinistra e De Benedetti in particolare

mercoledì 7 dicembre 2005

L'intervista- Magdi Allam: " Basta con i complessi terzomondisti se vogliamo battere il terrorismo islamico" Paolo Della Sala

http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=276&id=5831&aa=2005

Una lucida ed esauriente analisi del mondo islamico

Quale premio per quale coraggio? Sandra Giovanna Giacomazzi

Se viene in Italia Oriana Fallaci potrebbe essere arrestata per incitamento all’odio mentre i terroristi che reclutavano kamikaze sono stati assolti perché il fatto non era reato in quanto essi non sono terroristi ma guerriglieri. La settimana scorsa a New York, la sua città adottiva, hanno consegnato alla Fallaci l’Annie Taylor Award per “onorare l’eroismo e il valore” dell’autrice “simbolo della resistenza contro il fascismo islamico”.
Questa settimana a Firenze, la sua città nativa, il premio Mezzaluna d’Oro sarà consegnato a Clementina Forleo, “per aver confermato il coraggio dei funzionari fedeli alla legge ed alla giustizia”. L’“eroismo” della Fallaci lotta contro il fanatismo e una fatwa, il “coraggio” della Forleo contro la decenza e il senso comune.

La castroenterite. Davide Giacalone

http://www.davidegiacalone.it/index.php/costume/la_castroenterite

Il lavoro rende liberi: è scritto all' ingresso dei campi di lavoro di Castro a Cuba

martedì 6 dicembre 2005

Per una "giustizia giusta": dal giustizialismo giacobino al garantismo liberale. Mario Secomandi

http://www.ragionpolitica.it/testo.4184.html

Una lucida analisi dei condizionamenti della giustizia in Italia e una disamina della nuova riforma

Come Berlusconi ti rilancia il sindacato. Bruno Costi

http://www.clubeconomia.it/articoli/articolo.php?id=391

Il federalismo sposta in "periferia" le scelte di spesa

La critica sgangherata di un giornale on line canadese. Marco Cavallotti

http://83.103.59.45/legnostorto/statiche/
"Grandi comunicatori e grandi giornalisti"

Legno Storto segnala un pezzo delirante nei confronti di Berlusconi, pubblicato da un giornale canadese on line in lingua francese.
Propongo di "bombardare" il sito con proteste e richiesta di scuse.
Facciamo vedere che gli elettori di centrodestra non sono né fessi né matti a votare Berlusconi.
Qui sotto l'articolo incriminato:
http://www.ledevoir.com/2005/12/05/96924.html

L'odio verso il premier è l'unico collante di coalizione. Ferruccio Formentini

Ci avevano narrato la favoletta che a spingere il popolo cattocomunista a votare in massa alle primarie per Romano Prodi era stata l’incontenibile voglia di “unione” e la sperticata fiducia nei confronti dell’ex boiardo democristiano. Balle! Il sondaggio apparso su “la Repubblica” venerdì scorso conferma che è proprio tutto il contrario. Alla domanda “per mandare un segnale d’unità” ha risposto positivamente solo il 9,1 per cento. Appena l’1,9 si è messo in fila, senza quelli di FI attorno, per “farsi sentire da una classe dirigente sorda”. E “per sostenere particolarmente un candidato” si è scomodato solo il 14,9 per cento. Invece ben il 26,1 per cento dei votanti si è precipitato ad infilare nell’urna “un segnale contro il governo Berlusconi”. Insomma l’unico collante dell’Unione è quello di sempre: l’avversione verso quel babau del Cavaliere. Un po’ poco per governare.

Un bilancio del welfare dopo cinque anni di governo. Intervista a Grazia Sestini di Elviro Di Meo

http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=275&id=5813&aa=2005

Il sottosegretario alle Politiche Sociali traccia un bilancio a fine legislatura

L' ombra della gioiosa macchina da guerra. Arturo Diaconale

http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=274&id=5732&aa=2005

La sinistra non riesce ad aumentare i consensi perché i delusi del centrodestra si astengono

La verità di Cossiga? Ininfluente. Gianluigi Da Rold

http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=274&id=5734&aa=2005

C'è ancora qualcuno che crede alle sedute spiritiche e che vorrebbe fare il Presidente del Consiglio...

lunedì 5 dicembre 2005

Finkielkraut: il nuovo comunismo si fa chiamare "anti-razzismo". Stefano Magni

http://www.ragionpolitica.it/testo.4181.html

Un' interessante lettura della rivolta nelle banlieues da parte dell' intellettuale controcorrente francese.

L'odio dell'avversario è nel DNA dei comunisti, oggi come ieri. Vincenzo Merlo

http://www.ragionpolitica.it/testo.4171.html

I comunisti si sono sempre ritenuti superiori: Togliatti non era forse il Migliore?

Operazione verità. Aurora Franceschelli

http://www.ragionpolitica.it/testo.4185.html

Quello che si deve sapere del governo Berlusconi

venerdì 2 dicembre 2005

Caro blogger ti scrivo...

La nostra carta vincente è l'informazione!
Cari blogger approfitto di questo post per lanciare la mia proposta: lavoriamo tutti su poche notizie e/o ognuno si specializzi su un argomento.Faccio una doverosa premessa. Sono entrato nel mondo dei blogs a settembre, sono poco pratico di computer, non ho molto tempo da dedicare alla lettura, desidero diffondere notizie e non mi interessa dire sempre l'ultima parola. Navigo in rete, trovo notizie interessanti per la nostra causa, le pubblico e spero che qualcuno le legga. Ogni tanto, quando me la sento, scrivo qualcosa di mio. Punto.Girando per i blogs ho trovato spesso pagine illegibili(nel senso che sono scritte su fondo blu notte)tanta voglia di parlarsi addosso, polemiche sterili tirate all'infinito, chiacchiere tra amici a livello di chat o sms, ma poca sostanza. E adesso per favore non offendetevi perché c'è qualcuno anche permalosetto.
Cosa propongo in sostanza.
Il web ci offre il mondo intero( molti di voi conoscono l'inglese e quindi potrebbero tradurci pezzi interessanti)scaviamo e scoviamo fatti, notizie, situazioni interessanti e rendiamole pubbliche. Ognuno pubblica quello che crede, magari specializzandosi su un paio di argomenti; i coordinatori decideranno quali notizie quel giorno saranno meritevoli di larga diffusione e verranno riportate su Blogs4CdL.Ognuno di noi potrà, a questo punto, pubblicare sul proprio blog la raccolta di Blogs4CdL.Se poi avessimo un filo diretto con i politici, non sarebbe impossibile fare scoop o diffondere precisazioni o smentite.In questo modo le stesse informazioni vengono moltiplicate per il numero dei blogs e diventano una buona forza d'urto sui media.Ho scritto troppo. Vi saluto e auguro buon lavoro a tutti. Ciao MM
Questo commento è su Blogs4CdL. Andate a leggere il post e gli altri commenti

giovedì 1 dicembre 2005

Guzzanti: via Gradoli, Prodi sapeva. Lui: querelo. Virginia Piccolillo

http://rassegna.governo.it/Testi/011205/1201I1445.PDF

Le rivelazioni del presidente della commissione Mitrokhin e la seduta spiritica dalla quale scaturì il nome Gradoli

Simonia elettorale, candidature a prezzo fisso. il Riformista

«Sessantamila euro per potersi candidare nei Ds? E un operaio come fa? A questo punto prendo atto che i Ds sono ufficialmente un ex partito operaio e lancio un appello: lavoratori di tutta Italia, candidatevi nell’Udeur, che è gratis». A Clemente Mastella ha fatto un certo effetto venire a sapere che Ugo Sposetti, tesoriere dei Ds, dà ragione almeno su un punto a Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio e leader di Forza Italia, e ritiene cioè giusto che i candidati della Quercia alle prossime politiche paghino per essere messi in lista, visto che col nuovo sistema elettorale, basato sulle liste bloccate, chi è in cima all’elenco si trova eletto in Parlamento senza nemmeno bisogno di muovere un dito in campagna elettorale. Le cifre chieste agli aspiranti parlamentari da Ds e Forza Italia (Berlusconi ha fissato il prezzo del seggio a 75 mila euro) sono insomma concepite alla stregua di un rimborso, un po’ come la percentuale fissa del proprio stipendio che tanti deputati e senatori versano mensilmente al partito.

Se Cossutta dà ragione a Berlusconi. Paolo Armaroli

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=46576

Ma il comunismo non era morto?