http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=270&id=5447&aa=2005
Sul caso Sofri non prendo posizione, però le considerazioni di Giacalone mi sembrano interessanti
mercoledì 30 novembre 2005
Alla radice dei problemi del paese. Arturo Diaconale
http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=270&id=5446&aa=2005
Sia nell'ultra sinistra che nell'ultra destra esiste una fazione dedita al culto dell'odio
Sia nell'ultra sinistra che nell'ultra destra esiste una fazione dedita al culto dell'odio
Survey sul modello Danimarca. Stefano Cingolani
Il 20% vive di sussidi pubblici
Sa bene di quel che parla Romano Prodi, la flexicurity del resto, ha conquistato Bruxelles durante gli anni in cui il Professore era mr. Europa. Se ne sono innamorati soprattutto i paesi piccoli, ha cercato di imitarla l’Olanda e l’Austria, dal primo gennaio presidente di turno della Ue, vuol metterla in cima alla sua agenda. Non siamo così sicuri che sappia altrettanto bene di quel che parla Giorgio Cremaschi il quale minaccia uno sciopero generale al giorno se il centro-sinistra proverà a seguire il modello danese. Secondo il leader rifondarolo dei metalmeccanici, è l’ultima variante del solito modello neoliberista e si basa sulla libertà di licenziare un operaio con tre giorni di preavviso, senza buona uscita. Al confronto, la riforma dell’articolo 18 era socialista (anzi giapponese perché il posto a vita c’è, o meglio c’era, solo nell’impero del Sole).
Le cose non stanno così. Cremaschi metterebbe cento firme in bianco se il futuro governo di centrosinistra varasse una legge secondo la quale un operaio licenziato può ricevere una indennità pari al 90% del proprio stipendio per quattro anni. Negli ultimi vent’anni i danesi in età lavorativa che vivono di sussidi pubblici sono arrivati a un milione, pari al 20% della popolazione. Nell’insieme, il 61% degli adulti in Danimarca vive di trasferimenti o è occupato nel settore pubblico. Il sogno dei disoccupati organizzati di Napoli.
Sa bene di quel che parla Romano Prodi, la flexicurity del resto, ha conquistato Bruxelles durante gli anni in cui il Professore era mr. Europa. Se ne sono innamorati soprattutto i paesi piccoli, ha cercato di imitarla l’Olanda e l’Austria, dal primo gennaio presidente di turno della Ue, vuol metterla in cima alla sua agenda. Non siamo così sicuri che sappia altrettanto bene di quel che parla Giorgio Cremaschi il quale minaccia uno sciopero generale al giorno se il centro-sinistra proverà a seguire il modello danese. Secondo il leader rifondarolo dei metalmeccanici, è l’ultima variante del solito modello neoliberista e si basa sulla libertà di licenziare un operaio con tre giorni di preavviso, senza buona uscita. Al confronto, la riforma dell’articolo 18 era socialista (anzi giapponese perché il posto a vita c’è, o meglio c’era, solo nell’impero del Sole).
Le cose non stanno così. Cremaschi metterebbe cento firme in bianco se il futuro governo di centrosinistra varasse una legge secondo la quale un operaio licenziato può ricevere una indennità pari al 90% del proprio stipendio per quattro anni. Negli ultimi vent’anni i danesi in età lavorativa che vivono di sussidi pubblici sono arrivati a un milione, pari al 20% della popolazione. Nell’insieme, il 61% degli adulti in Danimarca vive di trasferimenti o è occupato nel settore pubblico. Il sogno dei disoccupati organizzati di Napoli.
I processi e la ex Cirielli. Davide Giacalone
La legge che si chiama, nella toponomastica politica, “ex Cirielli”, non potendosi più chiamare “salva Previti”, è stata varata. Contiene tre principi e due corollari. Prima di giudicare vediamoli, perché di chiacchiere se ne son fatte una sacco ed una sporta.
1. Si aumentano le pene per i recidivi, cioè per quelli che commettono più reati in tempi successivi, il che è giusto: l’amministrazione Clinton fece la stessa cosa, sebbene con più severità. 2. I tempi di prescrizione per i recidivi, si fanno ancor più lunghi di quelli già provocati dall’aumento delle pene. 2.a Tale maggiore lunghezza della prescrizione non si applica a nessuno dei processi oggi in corso, in quale che sia grado di giudizio o stadio del procedimento, quindi nessun odierno imputato ne farà le spese. Il che è giusto. 3. Al contrario, i tempi di prescrizione si accorciano per gli imputati cui non è contestata la recidiva, rimanendo pari al massimo della pena, scomputate le eventuali aggravanti, ma aumentabili solo di un quarto, e non più della metà. 3.a. Tale nuova modalità di calcolo, benché sia favorevole agli imputati e, quindi, possa anche essere retroattiva, si applica solo ai procedimenti dove il dibattimento non si sia mai aperto, restando esclusi quelli pendenti in ogni grado di giudizio.
La prescrizione, anche questo va detto perché di corbellerie ne ho lette di tutti i colori, non è la barriera temporale oltre la quale il colpevole non può essere punito, ma il limite oltre il quale il reato si estingue e si rinuncia a stabilire se l’accusato sia colpevole. L’accusato, bene ricordarlo, come prescrive la civiltà del diritto e la nostra Costituzione, è sempre innocente fino a sentenza definitiva che attesti il contrario.
La legge, allora, è una buona legge? No, la legge contiene principi giusti, semmai è sospettabile d’incostituzionalità l’esclusione dei procedimenti pendenti dalla modalità favorevole di calcolare la prescrizione, ma non è una buona legge perché non solo non tiene conto, ma aggrava due mali profondi della giustizia italiana: a. nel nostro codice penale le pene sono troppo alte, quindi si sente il bisogno di renderle certe, non di accrescerle ulteriormente; b. i tempi della giustizia italiana sono il ritratto dell’ingiustizia, perché inumanamente lunghi, pertanto si sentirebbe il bisogno di accorciarli (per tutti) e non renderli ancora più laschi (per certuni).
Non solo non mi scandalizza, ma è giusto che i recidivi subiscano pene più dure, ma non è giusto che patiscano tempi più lunghi. I tempi andrebbero dimezzati, e forse anche di più, per tutti. Questo ha a che vedere con il meccanismo della giustizia penale, oggi inesorabilmente incriccato, con gli ingranaggi inceppati dal corporativismo togato e dalla politica pusillanime.
La legge non mi piace, e non mi piace per la ragione opposta che ha acceso le critiche della sinistra. Aggiungo, a tal proposito, che opporsi ad una profonda e sana riforma della giustizia, agitando la bandiera di questo o quel procedimento penale, che riguardi gli zingari od un sodale di Berlusconi, è una condotta da demagoghi irresponsabili e destrorsi. Concentrarsi solo su alcune riforme, immaginandole utili in questo o quel procedimento specifico, di converso, è da irresponsabili e da incompetenti.
1. Si aumentano le pene per i recidivi, cioè per quelli che commettono più reati in tempi successivi, il che è giusto: l’amministrazione Clinton fece la stessa cosa, sebbene con più severità. 2. I tempi di prescrizione per i recidivi, si fanno ancor più lunghi di quelli già provocati dall’aumento delle pene. 2.a Tale maggiore lunghezza della prescrizione non si applica a nessuno dei processi oggi in corso, in quale che sia grado di giudizio o stadio del procedimento, quindi nessun odierno imputato ne farà le spese. Il che è giusto. 3. Al contrario, i tempi di prescrizione si accorciano per gli imputati cui non è contestata la recidiva, rimanendo pari al massimo della pena, scomputate le eventuali aggravanti, ma aumentabili solo di un quarto, e non più della metà. 3.a. Tale nuova modalità di calcolo, benché sia favorevole agli imputati e, quindi, possa anche essere retroattiva, si applica solo ai procedimenti dove il dibattimento non si sia mai aperto, restando esclusi quelli pendenti in ogni grado di giudizio.
La prescrizione, anche questo va detto perché di corbellerie ne ho lette di tutti i colori, non è la barriera temporale oltre la quale il colpevole non può essere punito, ma il limite oltre il quale il reato si estingue e si rinuncia a stabilire se l’accusato sia colpevole. L’accusato, bene ricordarlo, come prescrive la civiltà del diritto e la nostra Costituzione, è sempre innocente fino a sentenza definitiva che attesti il contrario.
La legge, allora, è una buona legge? No, la legge contiene principi giusti, semmai è sospettabile d’incostituzionalità l’esclusione dei procedimenti pendenti dalla modalità favorevole di calcolare la prescrizione, ma non è una buona legge perché non solo non tiene conto, ma aggrava due mali profondi della giustizia italiana: a. nel nostro codice penale le pene sono troppo alte, quindi si sente il bisogno di renderle certe, non di accrescerle ulteriormente; b. i tempi della giustizia italiana sono il ritratto dell’ingiustizia, perché inumanamente lunghi, pertanto si sentirebbe il bisogno di accorciarli (per tutti) e non renderli ancora più laschi (per certuni).
Non solo non mi scandalizza, ma è giusto che i recidivi subiscano pene più dure, ma non è giusto che patiscano tempi più lunghi. I tempi andrebbero dimezzati, e forse anche di più, per tutti. Questo ha a che vedere con il meccanismo della giustizia penale, oggi inesorabilmente incriccato, con gli ingranaggi inceppati dal corporativismo togato e dalla politica pusillanime.
La legge non mi piace, e non mi piace per la ragione opposta che ha acceso le critiche della sinistra. Aggiungo, a tal proposito, che opporsi ad una profonda e sana riforma della giustizia, agitando la bandiera di questo o quel procedimento penale, che riguardi gli zingari od un sodale di Berlusconi, è una condotta da demagoghi irresponsabili e destrorsi. Concentrarsi solo su alcune riforme, immaginandole utili in questo o quel procedimento specifico, di converso, è da irresponsabili e da incompetenti.
martedì 29 novembre 2005
Caro Berlusconi
la campagna elettorale è cominciata e, se me lo consenti, vorrei darti qualche consiglio.
La tua immagine è da ricostruire(non parlo di lifting) perché compromessa sin da quando hai deciso di "scendere in campo". Allora giornali e televisione scatenarono un'offensiva subdola e denigratoria nei confronti di Silvio Berlusconi imprenditore che osava sfidare Achille Occhetto politico navigato e segretario di partito. A proposito che fine ha fatto?
Una parte degli italiani, sono convinto in buona fede, credette a tutte le bugie che venivano diffuse dai media e cominciò a non vederti di buon occhio. Eri diventato antipatico per definizione senza un preciso motivo. I motivi divennero parecchi quando poi osasti sconfiggere la "gioiosa macchina da guerra". Quelli a cui avevi tolto il potere, che già sentivano in mano, cominciarono ad odiarti e gli elettori delusi a detestarti, mentre iniziava l'offensiva giudiziaria con avvisi di garanzia, processi, accuse infamanti nei confronti tuoi e dei tuoi collaboratori. A questo punto l'avversione verso la tua persona trovava giustificazione anche nell'elettore in buona fede.
Siccome dici di essere innocente e infatti non sei mai stato condannato, e lo sa anche Beppe Grillo, devi farlo sapere. Consiglio: compera una pagina di Repubblica e spiega perchè non sei ladro, mafioso e corruttore.
Quelli che hanno un' immagine falsata di Berlusconi uomo, non potranno credere a Berlusconi politico. I tuoi avversari politici, anzi i tuoi nemici, hanno sempre attaccato la persona perché sanno che sul piano operativo non possono competere: allora contrattacca difendendo l'uomo Berlusconi e la sua integrità morale. E' necessario ricostruire la figura di Berlusconi sin da quando si è affacciato alla finestra della politica: a suo tempo hanno attaccato la Fininvest perché indebitata come se non fosse normale per un'azienda in espansione ricorrere al credito bancario, hanno detto che dovevi salvare le tue televisioni quando non avevano bisogno di essere salvate, hanno detto che dovevi salvarti dai processi quando questi sono arrivati dopo l'entrata in politica, ti rimproverano i guadagni delle tue aziende proprio quando non le amministri.
Per certa gente qualsiasi cosa tu faccia non andrà mai bene perché per loro non sei "pulito".
A me, che non ho pregiudizi nei tuoi confronti, basterebbero i cantieri tra Bologna e Firenze o sulla Salerno Reggio Calabria per capire che il governo Berlusconi ha lavorato, per vedere la differenza con i cinquanta governi che ti hanno preceduto: per chi non crede nell'uomo Berlusconi non esistono programmi realizzati o promesse che tengano.
Togliti di dosso la rete di calunnie che ti ostacola e vedrai che una parte degli elettori che si è astenuta o che ha creduto alle falsità di certi media saprà ascoltare le tue proposte e terrà conto delle tue realizzazioni.
Questo blog, come sai, è nato per aiutare la CdL a vincere le elezioni. Insieme a Blog4CdL lavoriamo per una causa in cui crediamo, senza interessi personali, nella massima collaborazione e nel rispetto della verità: dacci una mano anche tu! Lasciati consigliare e ascolta le nostre critiche.
In bocca al lupo!
La tua immagine è da ricostruire(non parlo di lifting) perché compromessa sin da quando hai deciso di "scendere in campo". Allora giornali e televisione scatenarono un'offensiva subdola e denigratoria nei confronti di Silvio Berlusconi imprenditore che osava sfidare Achille Occhetto politico navigato e segretario di partito. A proposito che fine ha fatto?
Una parte degli italiani, sono convinto in buona fede, credette a tutte le bugie che venivano diffuse dai media e cominciò a non vederti di buon occhio. Eri diventato antipatico per definizione senza un preciso motivo. I motivi divennero parecchi quando poi osasti sconfiggere la "gioiosa macchina da guerra". Quelli a cui avevi tolto il potere, che già sentivano in mano, cominciarono ad odiarti e gli elettori delusi a detestarti, mentre iniziava l'offensiva giudiziaria con avvisi di garanzia, processi, accuse infamanti nei confronti tuoi e dei tuoi collaboratori. A questo punto l'avversione verso la tua persona trovava giustificazione anche nell'elettore in buona fede.
Siccome dici di essere innocente e infatti non sei mai stato condannato, e lo sa anche Beppe Grillo, devi farlo sapere. Consiglio: compera una pagina di Repubblica e spiega perchè non sei ladro, mafioso e corruttore.
Quelli che hanno un' immagine falsata di Berlusconi uomo, non potranno credere a Berlusconi politico. I tuoi avversari politici, anzi i tuoi nemici, hanno sempre attaccato la persona perché sanno che sul piano operativo non possono competere: allora contrattacca difendendo l'uomo Berlusconi e la sua integrità morale. E' necessario ricostruire la figura di Berlusconi sin da quando si è affacciato alla finestra della politica: a suo tempo hanno attaccato la Fininvest perché indebitata come se non fosse normale per un'azienda in espansione ricorrere al credito bancario, hanno detto che dovevi salvare le tue televisioni quando non avevano bisogno di essere salvate, hanno detto che dovevi salvarti dai processi quando questi sono arrivati dopo l'entrata in politica, ti rimproverano i guadagni delle tue aziende proprio quando non le amministri.
Per certa gente qualsiasi cosa tu faccia non andrà mai bene perché per loro non sei "pulito".
A me, che non ho pregiudizi nei tuoi confronti, basterebbero i cantieri tra Bologna e Firenze o sulla Salerno Reggio Calabria per capire che il governo Berlusconi ha lavorato, per vedere la differenza con i cinquanta governi che ti hanno preceduto: per chi non crede nell'uomo Berlusconi non esistono programmi realizzati o promesse che tengano.
Togliti di dosso la rete di calunnie che ti ostacola e vedrai che una parte degli elettori che si è astenuta o che ha creduto alle falsità di certi media saprà ascoltare le tue proposte e terrà conto delle tue realizzazioni.
Questo blog, come sai, è nato per aiutare la CdL a vincere le elezioni. Insieme a Blog4CdL lavoriamo per una causa in cui crediamo, senza interessi personali, nella massima collaborazione e nel rispetto della verità: dacci una mano anche tu! Lasciati consigliare e ascolta le nostre critiche.
In bocca al lupo!
lunedì 28 novembre 2005
Dalla golden share alla dorata truffa. Davide Giacalone
L’Italia s’appresta a sopprimere la golden share, introdotta da una legge del 1994, anche perché in tal senso sollecitata dall’Unione Europea. Ma quell’“azione d’oro” fu solo una dorata fregatura, una presa in giro, se non una truffa. Fu il monumento all’incapacità della politica italiana, nella sua nuova versione, nata dalla falsa rivoluzione, non solo di affrontare i problemi del mercato, ma anche d’essere trasparente e conseguente.
L’originaria funzione della golden share non era quella di impedire le scalate delle società pubbliche consegnate alla quotazione, mediante un veto del governo, che la deteneva, bensì quello di garantire i risparmiatori investitori che sarebbero state rispettate le condizioni che il governo stesso aveva posto per la privatizzazione. Non solo non è stato così, ma, come nel caso di Telecom Italia, è successo l’esatto contrario, con il governo che ha mancato di parola e di credibilità, danneggiando le casse pubbliche, i risparmiatori ed una società, la Telecom, che ancora oggi s’appresta a cambiare assetto proprietario.
Qualche data e qualche numero, tanto per capirci. Nel 1997 il governo Prodi vende il controllo di Telecom Italia per 11,82 miliardi. Quattro anni dopo l’Enel, una società posseduta dallo Stato, che gestisce un monopolio, compera Infostrada impegnandosi a spendere 11 miliardi, a favore di Vodafone (ne pagherà 7,5, ma non per proprio merito). Insomma, a cifre equivalenti lo Stato vende un grattacielo per acquistare una cabina al mare. Che senso ha? Possibile che un simile passaggio non abbia destato ogni tipo di sospetto?
Infostrada, a sua volta, teneva in corpo la rete telefonica delle Ferrovie dello Stato, che era stata venduta, sempre nel 1997, alla Olivetti, per 700 miliardi di lire, pagabili in quattordici anni. L’anno successivo Olivetti vende la stessa rete a Mannesmann, per 14 mila miliardi di lire, da pagarsi immediatamente.
Bastano queste poche cifre per rendere evidente che con quel tipo di privatizzazioni lo Stato ci ha rimesso una montagna di quattrini. Montagna che è mancata nel far diminuire il debito, la cui imponenza ancora ci pone in grave difficoltà con l’Unione Europea.
E non è finita: al momento della vendita delle azioni di Telecom Italia il Governo disse che era stato trovato un partner internazionale, la AT&T, e, in effetti, due consiglieri d’amministrazione, nominati dal Ministero del Tesoro, furono assegnati ai soci stranieri. Quella partnership era parte stessa del valore delle azioni che venivano vendute ai risparmiatori. Ma solo pochi mesi dopo si scopre che quell’accordo non c’è mai stato, che AT&T non intende investire in Italia. Ma, allora, cosa hanno fatto, per mesi, quei due consiglieri d’amministrazione, seduti nel board di una società concorrente?
Ancora oltre: al momento della cessione del controllo il governo stabilì che la nuova società doveva essere una public company, e che nessuno ne avrebbe dovuto possedere, allora e per il futuro, più del 3 per cento, altrimenti si sarebbe utilizzata la golden share, per impedire che un solo proprietario dominasse la società. D’Alema, presidente del Consiglio, nel dare il determinante appoggio alla scalata di Colaninno, criticò pesantemente il fatto che la Fiat, per il tramite dell’Ifil, poteva avere un ruolo dominante possedendo solo lo 0,6 per cento del capitale Telecom ed a Colaninno fu consentito di lanciare un’Opa, superando alla grandissima il 3 per cento. Il governo applaudì (e spiace ricordare che Carlo Azelio Ciampi si unì al tradimento degli impegni presi). Successivamente, però, si è considerata Telecom Italia come una proprietà di Pirelli, che ha acquistato, fuori Borsa, senza alcuna tutela per i diritti dei piccoli azionisti, meno dello 0,3 per cento del valore di Telecom Italia. Ed oggi, dopo avere varato la fusione fra Telecom e Tim, essendo in forte ed insanabile squilibrio dei conti, è ancora una volta in cerca di un assetto futuro, con una diversa proprietà.
Ecco, questa è la storia della fregatura d’oro, data all’intero sistema-Italia. Ragion per la quale ai funerali della golden share non ci saranno le masse, ed i pochi partecipanti potranno solo festeggiare.
L’originaria funzione della golden share non era quella di impedire le scalate delle società pubbliche consegnate alla quotazione, mediante un veto del governo, che la deteneva, bensì quello di garantire i risparmiatori investitori che sarebbero state rispettate le condizioni che il governo stesso aveva posto per la privatizzazione. Non solo non è stato così, ma, come nel caso di Telecom Italia, è successo l’esatto contrario, con il governo che ha mancato di parola e di credibilità, danneggiando le casse pubbliche, i risparmiatori ed una società, la Telecom, che ancora oggi s’appresta a cambiare assetto proprietario.
Qualche data e qualche numero, tanto per capirci. Nel 1997 il governo Prodi vende il controllo di Telecom Italia per 11,82 miliardi. Quattro anni dopo l’Enel, una società posseduta dallo Stato, che gestisce un monopolio, compera Infostrada impegnandosi a spendere 11 miliardi, a favore di Vodafone (ne pagherà 7,5, ma non per proprio merito). Insomma, a cifre equivalenti lo Stato vende un grattacielo per acquistare una cabina al mare. Che senso ha? Possibile che un simile passaggio non abbia destato ogni tipo di sospetto?
Infostrada, a sua volta, teneva in corpo la rete telefonica delle Ferrovie dello Stato, che era stata venduta, sempre nel 1997, alla Olivetti, per 700 miliardi di lire, pagabili in quattordici anni. L’anno successivo Olivetti vende la stessa rete a Mannesmann, per 14 mila miliardi di lire, da pagarsi immediatamente.
Bastano queste poche cifre per rendere evidente che con quel tipo di privatizzazioni lo Stato ci ha rimesso una montagna di quattrini. Montagna che è mancata nel far diminuire il debito, la cui imponenza ancora ci pone in grave difficoltà con l’Unione Europea.
E non è finita: al momento della vendita delle azioni di Telecom Italia il Governo disse che era stato trovato un partner internazionale, la AT&T, e, in effetti, due consiglieri d’amministrazione, nominati dal Ministero del Tesoro, furono assegnati ai soci stranieri. Quella partnership era parte stessa del valore delle azioni che venivano vendute ai risparmiatori. Ma solo pochi mesi dopo si scopre che quell’accordo non c’è mai stato, che AT&T non intende investire in Italia. Ma, allora, cosa hanno fatto, per mesi, quei due consiglieri d’amministrazione, seduti nel board di una società concorrente?
Ancora oltre: al momento della cessione del controllo il governo stabilì che la nuova società doveva essere una public company, e che nessuno ne avrebbe dovuto possedere, allora e per il futuro, più del 3 per cento, altrimenti si sarebbe utilizzata la golden share, per impedire che un solo proprietario dominasse la società. D’Alema, presidente del Consiglio, nel dare il determinante appoggio alla scalata di Colaninno, criticò pesantemente il fatto che la Fiat, per il tramite dell’Ifil, poteva avere un ruolo dominante possedendo solo lo 0,6 per cento del capitale Telecom ed a Colaninno fu consentito di lanciare un’Opa, superando alla grandissima il 3 per cento. Il governo applaudì (e spiace ricordare che Carlo Azelio Ciampi si unì al tradimento degli impegni presi). Successivamente, però, si è considerata Telecom Italia come una proprietà di Pirelli, che ha acquistato, fuori Borsa, senza alcuna tutela per i diritti dei piccoli azionisti, meno dello 0,3 per cento del valore di Telecom Italia. Ed oggi, dopo avere varato la fusione fra Telecom e Tim, essendo in forte ed insanabile squilibrio dei conti, è ancora una volta in cerca di un assetto futuro, con una diversa proprietà.
Ecco, questa è la storia della fregatura d’oro, data all’intero sistema-Italia. Ragion per la quale ai funerali della golden share non ci saranno le masse, ed i pochi partecipanti potranno solo festeggiare.
C'eravamo tanto armati. Christian Rocca
http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/tantoarmati.html
Nessuno metteva in discussione la presenza di armi di distruzione di massa prima che Bush intervenisse in Iraq...
Nessuno metteva in discussione la presenza di armi di distruzione di massa prima che Bush intervenisse in Iraq...
Sinistra malata di programmismo. Dario Di Vico
http://www.clubeconomia.it/articoli/articolo.php?id=390
In economia non basta lo spirito di iniziativa, ma servono provvedimenti e non seminari
In economia non basta lo spirito di iniziativa, ma servono provvedimenti e non seminari
Decalogo per un sindacato moderno. Carlo Cerofolini
http://www.ragionpolitica.it/testo.4158.html
Più trasparenza, più responsabilità e meno soldi per un sindacato evoluto
Più trasparenza, più responsabilità e meno soldi per un sindacato evoluto
La falce e martello sono apologia di reato? Francesco Pasquali
http://www.ragionpolitica.it/testo.4156.html
Chissà perché ci sono dittatori meno dittatori di altri?
Chissà perché ci sono dittatori meno dittatori di altri?
ASSEMBLEA NAZIONALE
DI RIFORMATORI LIBERALI
Roma - 30 novembre 2005, ore 10.00 - 18.00
Spazio Etoile, Piazza San Lorenzo in Lucina, 41
Relazioni:
Benedetto Della Vedova, Marco Taradash,
Peppino Calderisi, Carmelo Palma
Interventi:
Alberto Beretta Anguissola, Ernesto Caccavale, Cinzia Caporale, Giuliano Cazzola,
Alessandro Cecchi Paone, Luca Cesana, Piero Craveri, Biagio Crescenzo, Enzo Crialesi,
Raimondo Cubeddu, Alessandro Dalla Via, Roberto De Nardo, Alessandro De Nicola,
Arturo Diaconale, Dario Fertilio, Oscar Giannino, Ivan Maravigna, Piero Milio,
Carlo Monaco, Piero Ostellino, Bartolo Pellegrino, Giuseppe Pennisi,
Matteo Pradella,Gaetano Quagliariello, Emilia Rossi,
Alessandro Tapparini, Sofia Ventura
Alfredo Biondi, Sandro Bondi, Antonio Martino, Stefania Prestigiacomo,
Conclusioni:
Silvio Berlusconi
Per informazioni: Tel 06.6795606 - info@riformatoriliberali.org
Per contributi e iscrizioni: San Paolo - Banco di Napoli c/c 100000009421 intestato a Riformatori Liberali abi 1010 - cab 3201
DI RIFORMATORI LIBERALI
Roma - 30 novembre 2005, ore 10.00 - 18.00
Spazio Etoile, Piazza San Lorenzo in Lucina, 41
Relazioni:
Benedetto Della Vedova, Marco Taradash,
Peppino Calderisi, Carmelo Palma
Interventi:
Alberto Beretta Anguissola, Ernesto Caccavale, Cinzia Caporale, Giuliano Cazzola,
Alessandro Cecchi Paone, Luca Cesana, Piero Craveri, Biagio Crescenzo, Enzo Crialesi,
Raimondo Cubeddu, Alessandro Dalla Via, Roberto De Nardo, Alessandro De Nicola,
Arturo Diaconale, Dario Fertilio, Oscar Giannino, Ivan Maravigna, Piero Milio,
Carlo Monaco, Piero Ostellino, Bartolo Pellegrino, Giuseppe Pennisi,
Matteo Pradella,Gaetano Quagliariello, Emilia Rossi,
Alessandro Tapparini, Sofia Ventura
Alfredo Biondi, Sandro Bondi, Antonio Martino, Stefania Prestigiacomo,
Conclusioni:
Silvio Berlusconi
Per informazioni: Tel 06.6795606 - info@riformatoriliberali.org
Per contributi e iscrizioni: San Paolo - Banco di Napoli c/c 100000009421 intestato a Riformatori Liberali abi 1010 - cab 3201
venerdì 25 novembre 2005
Maddalena, l'Unione riesce a mettere nel programma il ritiro annunciato dagli Usa a Martino. Mario Sechi
Coprirsi di meriti altrui è pratica politica diffusa, ma la sinistra italiana non finisce di stupire perchè secondo l’agenzia Apcom Piero Fassino avrebbe assicurato che “l’effettiva realizzazione del trasferimento della base Usa della Maddalena sarà una delle questioni inserite nel programma di governo dell’Unione”. Ai cronisti risulta che il segretario della Difesa Rumsfeld abbia concordato il ritiro con il ministro della Difesa Antonio Martino. Non ci risulta che Martino sia passato all’opposizione. Non ci risultano consultazioni al Pentagono tra Rusmfeld e il presidente della Regione Sardegna Renato Soru.Ci risulta invece che sono tornati alla grande i tempi della disinformatia.
Battaglia continua. Nicola Matteucci
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=45336&START=0
La sinistra si appropria di De Felice dopo averlo denigrato quando era in vita
La sinistra si appropria di De Felice dopo averlo denigrato quando era in vita
Nulla da aggiungere. Filippo Facci
Otto e Mezzo, mercoledì 23 novembre, ore 21.32. Ritanna Armeni: «Perché secondo lei la sinistra è sedotta da questa Cina?». Lucia Annunziata: «Perché è uno Stato comunista». Armeni: «Comunista? ma per piacere: uno Stato dove non ci sono i diritti sindacali, c'è la repressione, la pena di morte». Annunziata: «Per Bertinotti, non avendo dietro impresari, sarà facile chiedere conto dei diritti civili. Detto questo, però, tutte le posizioni di politica estera prese dalla sinistra negli ultimi anni avevano un punto in comune:
se il Paese di cui si parlava, il Paese aggredito, il Paese messo sotto accusa internazionalmente, se questo Paese era ex comunista, la sinistra era sempre dalla sua parte. Belgrado: un ex Paese comunista. La storia della Russia: non ne parliamo. I ceceni: ma vi rendete conto che nessuno nella sinistra, salvo casi isolati, si batte sulla questione dei diritti civili in Cecenia? È perché dall'altra parte c'è la Russia che è comunista. E per quanto riguarda Saddam che cosa c'era? Un vecchio Paese socialista-comunista.
Questa è la mia disperazione con la sinistra, Ritanna. Perché c'è un non-detto dentro la loro scelta di politica estera: che tutti i Paesi ex comunisti vanno difesi. La Cina: la sinistra è orgogliosa della Cina, perché sono ancora comunisti e stanno fottendo i capitalisti sul loro terreno. Giuliano, è ovvio che so' contenti, no?».
se il Paese di cui si parlava, il Paese aggredito, il Paese messo sotto accusa internazionalmente, se questo Paese era ex comunista, la sinistra era sempre dalla sua parte. Belgrado: un ex Paese comunista. La storia della Russia: non ne parliamo. I ceceni: ma vi rendete conto che nessuno nella sinistra, salvo casi isolati, si batte sulla questione dei diritti civili in Cecenia? È perché dall'altra parte c'è la Russia che è comunista. E per quanto riguarda Saddam che cosa c'era? Un vecchio Paese socialista-comunista.
Questa è la mia disperazione con la sinistra, Ritanna. Perché c'è un non-detto dentro la loro scelta di politica estera: che tutti i Paesi ex comunisti vanno difesi. La Cina: la sinistra è orgogliosa della Cina, perché sono ancora comunisti e stanno fottendo i capitalisti sul loro terreno. Giuliano, è ovvio che so' contenti, no?».
La Finanziaria taglia le spese sociali?
A me piace andare a fondo e verificare quando vengono fatte dichiarazioni contrastanti.
Quando la sinistra parla di "macelleria sociale"( al solo scriverlo mi fa venire i brividi), ed il Governo, invece, nega i tagli allo stato sociale, è opportuno andare a leggere le carte.
La legge finanziaria, come sappiamo, è stata approvata dal Senato l'11 novenbre scorso ed attualmente è alla Camera per l'approvazione finale.
Sono 232 pagine che potete leggervi qui :http://www.finanze.it/comunicare/2005/c6177.pdf
A me interessa evidenziare l'articolo 94 e seguenti.
Dice il testo: "Il complesso delle spese correnti, CON ESCLUSIONE DI QUELLE DI CARATTERE SOCIALE, ....non può essere superiore, per l'anno 2006, al corrispondente ammontare di spese correnti dell'anno 2004 diminuito del 3,8 per cento...."
Questo è scritto nella Finanziaria presentata dal Ministro Tremonti.
Quando la sinistra parla di "macelleria sociale"( al solo scriverlo mi fa venire i brividi), ed il Governo, invece, nega i tagli allo stato sociale, è opportuno andare a leggere le carte.
La legge finanziaria, come sappiamo, è stata approvata dal Senato l'11 novenbre scorso ed attualmente è alla Camera per l'approvazione finale.
Sono 232 pagine che potete leggervi qui :http://www.finanze.it/comunicare/2005/c6177.pdf
A me interessa evidenziare l'articolo 94 e seguenti.
Dice il testo: "Il complesso delle spese correnti, CON ESCLUSIONE DI QUELLE DI CARATTERE SOCIALE, ....non può essere superiore, per l'anno 2006, al corrispondente ammontare di spese correnti dell'anno 2004 diminuito del 3,8 per cento...."
Questo è scritto nella Finanziaria presentata dal Ministro Tremonti.
giovedì 24 novembre 2005
I provvedimenti del Governo Berlusconi
Sempre nell'intento di dare una mano al Governo del Comunicatore che fatica a farsi sentire, ecco un elenco non completo delle principali leggi approvate in questa legislatura.
Per approfondire i dettagli consiglio di andare su: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/
*Abolizione dell'imposta di successione
*Abolizione dell'imposta sulle donazioni
*Detrazioni, deduzioni e bonus fiscali per figli, coniugi e anziani a carico
*Aumento delle pensioni minime
*Incremento del fondo nazionale per sostegni alle famiglie
*Riforma del mercato del lavoro (legge Biagi)
*Esenzione e riduzione IRPEF
*Contrasto dell'immigrazione clandestina e legge Bossi-Fini
*Regolarizzazione di lavoratori immigrati
*Missioni di pace nel mondo
*Poliziotto e carabiniere di quartiere
*Carcere duro per i mafiosi, terroristi e trafficanti di esseri umani
*Attivata la procedura per le espulsioni rapide dei clandestini
*Finanziamenti per il Sud: istituito il Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS)
*Incentivi per l'occupazione nel Mezzogiorno
*Finanziamenti per la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo del Mezzogiorno
*Riforma della Costituzione
*Riforma della Giustizia
*Riforma della Scuola
*Riforma delle pensioni
*Blocco del prezzo dei farmaci fino al 2007
*Tutela dei non fumatori con il divieto di fumare nei locali pubblici
*Patente a punti
*Abolizione del servizio militare obbligatorio
*Codice dei Beni culturali
*Riforma delle leggi per l'ambiente
*Contributi per internet, computer ai docenti e alle famaglie, decoder
*Contributo alle famiglie che iscrivono i figli alle scuole paritarie
*Riduzioni IRAP per le imprese
*Riduzione dell'imposta sulle imprese
*Semplificazione di norme e procedure per le imprese
*Riforma del diritto societario
*Legge per le grandi opere (legge obiettivo)
*Riforma del sistema radiotelevisivo
*Garanzie per il made in Italy
*Agevolazioni per le imprese
*Agevolazioni per le società sportive di base e per le associazioni non profit
*Creazione del portale nazionale per il cittadino: www.italia.gov.it
Per approfondire i dettagli consiglio di andare su: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/
*Abolizione dell'imposta di successione
*Abolizione dell'imposta sulle donazioni
*Detrazioni, deduzioni e bonus fiscali per figli, coniugi e anziani a carico
*Aumento delle pensioni minime
*Incremento del fondo nazionale per sostegni alle famiglie
*Riforma del mercato del lavoro (legge Biagi)
*Esenzione e riduzione IRPEF
*Contrasto dell'immigrazione clandestina e legge Bossi-Fini
*Regolarizzazione di lavoratori immigrati
*Missioni di pace nel mondo
*Poliziotto e carabiniere di quartiere
*Carcere duro per i mafiosi, terroristi e trafficanti di esseri umani
*Attivata la procedura per le espulsioni rapide dei clandestini
*Finanziamenti per il Sud: istituito il Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS)
*Incentivi per l'occupazione nel Mezzogiorno
*Finanziamenti per la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo del Mezzogiorno
*Riforma della Costituzione
*Riforma della Giustizia
*Riforma della Scuola
*Riforma delle pensioni
*Blocco del prezzo dei farmaci fino al 2007
*Tutela dei non fumatori con il divieto di fumare nei locali pubblici
*Patente a punti
*Abolizione del servizio militare obbligatorio
*Codice dei Beni culturali
*Riforma delle leggi per l'ambiente
*Contributi per internet, computer ai docenti e alle famaglie, decoder
*Contributo alle famiglie che iscrivono i figli alle scuole paritarie
*Riduzioni IRAP per le imprese
*Riduzione dell'imposta sulle imprese
*Semplificazione di norme e procedure per le imprese
*Riforma del diritto societario
*Legge per le grandi opere (legge obiettivo)
*Riforma del sistema radiotelevisivo
*Garanzie per il made in Italy
*Agevolazioni per le imprese
*Agevolazioni per le società sportive di base e per le associazioni non profit
*Creazione del portale nazionale per il cittadino: www.italia.gov.it
I censori illuminati. Cristiano Gatti
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=45096&START=0
Quando la censura arriva da sinistra nessuno grida allo scandalo
Quando la censura arriva da sinistra nessuno grida allo scandalo
mercoledì 23 novembre 2005
L'annuncio a pagamento pubblicato sull' International Herald Tribune da Beppe Grillo
“Basta! Parlamento pulito.
Chi è stato condannato in via definitiva non deve più sedere in Parlamento. E se la legge lo consente, va cambiata la legge.
Migliaia di sottoscrittori dell’appello lanciato da Beppe Grillo sul blog http://www.beppegrillo.it/ chiedono che i condannati in via definitiva non possano più rappresentare i cittadini in Parlamento, a partire da quello europeo.
E' profondamente immorale che sia loro consentito di rappresentarci.
Questo è l'elenco dei nomi dei rappresentanti italiani in Parlamento, nazionale o europeo, che hanno ricevuto una condanna(nella pagina non ci sono i nomi, ma il link[nota di maurom]):
Berruti Massimo Maria (deputato FI)
Biondi Alfredo (deputato FI)
Bonsignore Vito (eurodeputato UDC)
Bossi Umberto (eurodeputato Lega Nord)
Cantoni Giampiero (senatore FI)
Carra Enzo (deputato Margherita)
Cirino Pomicino Paolo (eurodeputato Udeur)
Dell'Utri Marcello (senatore FI)
Del Pennino Antonio (senatore FI)
De Michelis Gianni (eurodeputato Socialisti Uniti per l'Europa)
De Rigo Walter (senatore FI)
Frigerio Gianstefano (deputato FI)
Galvagno Giorgio (deputato FI)
Jannuzzi Lino (senatore FI)
La Malfa Giorgio (deputato PRI)
Maroni Roberto (deputato Lega Nord)
Rollandin Augusto (senatore Union Valdotain-DS)
Sgarbi Vittorio (deputato FI, passato al centrosinistra)
Sodano Calogero (senatore UDC)
Sterpa Egidio (deputato FI)
Tomassini Antonio (senatore FI)
Visco Vincenzo (deputato DS)
Vito Alfredo (deputato FI)
Per conoscere le imputazioni:
http://www.beppegrillo.it/archives/immagini/Parlamentari%20Condannati.pdf
Chi è stato condannato in via definitiva non deve più sedere in Parlamento. E se la legge lo consente, va cambiata la legge.
Migliaia di sottoscrittori dell’appello lanciato da Beppe Grillo sul blog http://www.beppegrillo.it/ chiedono che i condannati in via definitiva non possano più rappresentare i cittadini in Parlamento, a partire da quello europeo.
E' profondamente immorale che sia loro consentito di rappresentarci.
Questo è l'elenco dei nomi dei rappresentanti italiani in Parlamento, nazionale o europeo, che hanno ricevuto una condanna(nella pagina non ci sono i nomi, ma il link[nota di maurom]):
Berruti Massimo Maria (deputato FI)
Biondi Alfredo (deputato FI)
Bonsignore Vito (eurodeputato UDC)
Bossi Umberto (eurodeputato Lega Nord)
Cantoni Giampiero (senatore FI)
Carra Enzo (deputato Margherita)
Cirino Pomicino Paolo (eurodeputato Udeur)
Dell'Utri Marcello (senatore FI)
Del Pennino Antonio (senatore FI)
De Michelis Gianni (eurodeputato Socialisti Uniti per l'Europa)
De Rigo Walter (senatore FI)
Frigerio Gianstefano (deputato FI)
Galvagno Giorgio (deputato FI)
Jannuzzi Lino (senatore FI)
La Malfa Giorgio (deputato PRI)
Maroni Roberto (deputato Lega Nord)
Rollandin Augusto (senatore Union Valdotain-DS)
Sgarbi Vittorio (deputato FI, passato al centrosinistra)
Sodano Calogero (senatore UDC)
Sterpa Egidio (deputato FI)
Tomassini Antonio (senatore FI)
Visco Vincenzo (deputato DS)
Vito Alfredo (deputato FI)
Per conoscere le imputazioni:
http://www.beppegrillo.it/archives/immagini/Parlamentari%20Condannati.pdf
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