http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=85265
La legge Pecorella non è anticostituzionale perché accusa e difesa non hanno le stesse prerogative nel processo
venerdì 28 aprile 2006
venerdì 21 aprile 2006
Minoranza e minorata?
Rimango esterrefatto quando leggo nei commenti ai miei post che molti elettori di sinistra hanno una visione distorta e "preconfezionata" degli avversari politici.
Secondo costoro noi saremmo: ignoranti o comunque refrattari alla cultura, egoisti, insensibili, rimbecilliti dalla televisione ( quella del Caimano ) che assumeremmo in dosi da cavallo, adoratori del Cavaliere, incapaci di ragionare con la nostra testa, evasori fiscali, sfruttatori di manodopera, bigotti clericali, incompetenti in economia, razzisti, nemici dell'ambiente e di conseguenza inquinatori, carrieristi e sgomitatori, fascisti e antidemocratici, guerrafondai e chi più ne ha più ne metta.
Mi permetto, sommessamente, di far notare che, essendo l'elettorato diviso a metà, è difficile supporre che i "buoni" stiano tutti da una parte e i "cattivi" tutti dall'altra.
Farei notare anche che il voto prescinde spesso da considerazioni economiche o situazioni personali e che non sempre si esprime per categorie o stato sociale.
Insomma, lo sborone col fuoristrada vostro vicino di casa, libero professionista, con villa in montagna e casa al mare, potrebbe essere un elettore di Bertinotti, mentre il metalmeccanico che incontrate tutte le mattine in bicicletta, potrebbe votare Lega.
Sicuramente non siamo tutti omologati, anche se si possono - a grandi linee - circoscrivere delle categorie, e gli elettori di centrodestra non sono certo persone diverse da quelli di centrosinistra.
E' bene tenere presente che la metà delle persone che incontriamo per strada, al lavoro, in vacanza e tra le conoscenze occasionali, non ha le nostre stesse idee politiche: è giusto, allora, che impariamo a rispettare chi non la pensa come noi, soprattutto considerando che non è una minoranza e nemmeno minorata.
Secondo costoro noi saremmo: ignoranti o comunque refrattari alla cultura, egoisti, insensibili, rimbecilliti dalla televisione ( quella del Caimano ) che assumeremmo in dosi da cavallo, adoratori del Cavaliere, incapaci di ragionare con la nostra testa, evasori fiscali, sfruttatori di manodopera, bigotti clericali, incompetenti in economia, razzisti, nemici dell'ambiente e di conseguenza inquinatori, carrieristi e sgomitatori, fascisti e antidemocratici, guerrafondai e chi più ne ha più ne metta.
Mi permetto, sommessamente, di far notare che, essendo l'elettorato diviso a metà, è difficile supporre che i "buoni" stiano tutti da una parte e i "cattivi" tutti dall'altra.
Farei notare anche che il voto prescinde spesso da considerazioni economiche o situazioni personali e che non sempre si esprime per categorie o stato sociale.
Insomma, lo sborone col fuoristrada vostro vicino di casa, libero professionista, con villa in montagna e casa al mare, potrebbe essere un elettore di Bertinotti, mentre il metalmeccanico che incontrate tutte le mattine in bicicletta, potrebbe votare Lega.
Sicuramente non siamo tutti omologati, anche se si possono - a grandi linee - circoscrivere delle categorie, e gli elettori di centrodestra non sono certo persone diverse da quelli di centrosinistra.
E' bene tenere presente che la metà delle persone che incontriamo per strada, al lavoro, in vacanza e tra le conoscenze occasionali, non ha le nostre stesse idee politiche: è giusto, allora, che impariamo a rispettare chi non la pensa come noi, soprattutto considerando che non è una minoranza e nemmeno minorata.
giovedì 20 aprile 2006
un anonimo ha detto...
Sti professoroni che scrivono sul forum dovrebbero farsi un bel bagno di umiltà.Le persone non si misurano con i titoli di studio.Rassegnatevi, non basta aver letto Proust per essere una persona migliore....
Se ascoltaste coloro che ritenete ignoranti, ne imparereste di cose, ma siete solo degli snob, che non mettete mai in discussione niente, che mentre disprezzate il denaro misurate tutto con quello, e non ne siete neppure coscienti. Votate a sinistra perchè è trend, non cambiate mai partito, prima arrivate alle conclusioni e poi cercate di trovare delle premesse, che sono vere solo nel vostro piccolo mondo, che dimostrino che le conclusioni erano esatte.
La gente semplice molte volte tutti questi castelli non se li fa.E ha ragione, quanto ha ragione.
Se ascoltaste coloro che ritenete ignoranti, ne imparereste di cose, ma siete solo degli snob, che non mettete mai in discussione niente, che mentre disprezzate il denaro misurate tutto con quello, e non ne siete neppure coscienti. Votate a sinistra perchè è trend, non cambiate mai partito, prima arrivate alle conclusioni e poi cercate di trovare delle premesse, che sono vere solo nel vostro piccolo mondo, che dimostrino che le conclusioni erano esatte.
La gente semplice molte volte tutti questi castelli non se li fa.E ha ragione, quanto ha ragione.
Noi co ... i di centrodestra
Qualcuno ha letto o sentito levarsi da sinistra una qualche critica a Romano Prodi?
A sinistra sono uniti solo nel demonizzare Berlusconi ed evitare accuratamente di giudicare Prodi. Noi, invece, siamo quelli che puntualizzano, chiedono discontinuità, criticano il conflitto di interessi, ammettono le leggi ad personam e prendono le distanze dal Presidente se commette una gaffe. Noi siamo i co... siddetti!
E dire che gli argomenti contro Prodi non mancherebbero.
In quanto a gaffe l'ultima è stata con Hamas, ma possiamo ricordare che a Roma non vivrebbe "manco morto" e che il Patto di stabilità è "stupido"; senza contare le cadute di stile tipo Berlusconi "deve andare a casa".
Le critiche e le "figuracce" come Presidente della Commissione europea si sprecano: il coinvolgimento nello scandalo Eurostat, l'apertura alla Cina, l'atteggiamento anti-italiano per attaccare Berlusconi che ha danneggiato il nostro Paese con la quasi assegnazione dell'Autorità alimentare alla Finlandia e la perdita di denominazioni tipiche di nostri prodotti. Per non parlare dei giudizi negativi della stampa di tutta Europa al termine del mandato.
Il conflitto di interesse: ricordo le consulenze milionarie affidate a Nomisma e gli strani legami di questo centro studi con l'ex Unione Sovietica, i rapporti con De Benedetti nell'affare Sme per cui Berlusconi è sotto processo e Prodi quasi Presidente del Consiglio, il ruolo non chiaro nell'acquisto di Telecom Serbia e la "brillante" carriera all'Iri.
I rapporti con la Magistratura: tutti sanno che fu tolto dalle "grinfie" di Tonino Di Pietro dall'emerito Presidente della Repubblica Oscar Luigi, che al tempo del sequesto Moro si dedicava a sedute spiritiche e che il suo"risanamento"dell'Iri non ha mai interessato i P.M.
Quanto a"statura"politica Prodi non mi pare che possa passare alla storia: ha sempre vivacchiato all'ombra del potente di turno trovandosi al posto giusto nel momento giusto e prestandosi a qualsiasi compromesso pur di emergere. Considerando che dovrebbe essere un professore universitario di economia, dopo le ultime uscite in campagna elettorale c'è da mettersi le mani nei capelli.
Ma la sinistra non vede, non sente e non parla.
A sinistra sono uniti solo nel demonizzare Berlusconi ed evitare accuratamente di giudicare Prodi. Noi, invece, siamo quelli che puntualizzano, chiedono discontinuità, criticano il conflitto di interessi, ammettono le leggi ad personam e prendono le distanze dal Presidente se commette una gaffe. Noi siamo i co... siddetti!
E dire che gli argomenti contro Prodi non mancherebbero.
In quanto a gaffe l'ultima è stata con Hamas, ma possiamo ricordare che a Roma non vivrebbe "manco morto" e che il Patto di stabilità è "stupido"; senza contare le cadute di stile tipo Berlusconi "deve andare a casa".
Le critiche e le "figuracce" come Presidente della Commissione europea si sprecano: il coinvolgimento nello scandalo Eurostat, l'apertura alla Cina, l'atteggiamento anti-italiano per attaccare Berlusconi che ha danneggiato il nostro Paese con la quasi assegnazione dell'Autorità alimentare alla Finlandia e la perdita di denominazioni tipiche di nostri prodotti. Per non parlare dei giudizi negativi della stampa di tutta Europa al termine del mandato.
Il conflitto di interesse: ricordo le consulenze milionarie affidate a Nomisma e gli strani legami di questo centro studi con l'ex Unione Sovietica, i rapporti con De Benedetti nell'affare Sme per cui Berlusconi è sotto processo e Prodi quasi Presidente del Consiglio, il ruolo non chiaro nell'acquisto di Telecom Serbia e la "brillante" carriera all'Iri.
I rapporti con la Magistratura: tutti sanno che fu tolto dalle "grinfie" di Tonino Di Pietro dall'emerito Presidente della Repubblica Oscar Luigi, che al tempo del sequesto Moro si dedicava a sedute spiritiche e che il suo"risanamento"dell'Iri non ha mai interessato i P.M.
Quanto a"statura"politica Prodi non mi pare che possa passare alla storia: ha sempre vivacchiato all'ombra del potente di turno trovandosi al posto giusto nel momento giusto e prestandosi a qualsiasi compromesso pur di emergere. Considerando che dovrebbe essere un professore universitario di economia, dopo le ultime uscite in campagna elettorale c'è da mettersi le mani nei capelli.
Ma la sinistra non vede, non sente e non parla.
Quanti voti ha preso Prodi?
Quasi venti milioni sono i voti per l'Unione, ma il partito di Prodi quanti voti ha preso?
Come si chiama il partito di Prodi?
Quanti voterebbero il suo partito, se lo avesse?
Dove si colloca il partito di Prodi?
Se fossi un elettore del centrosinistra mi porrei queste domande, perché votando Bertinotti, Fassino o Rutelli, sceglievo un altro Presidente del Consiglio.
Votando Fini o Casini potevo sperare che uno dei due diventasse Presidente, se avesse avuto più voti di Berlusconi.
Berlusconi ha totalizzato nove milioni di voti con Forza Italia: quanti ne ha incassati Prodi personalmente?
Se, per accidente, il prossimo Presidente del Consiglio non sarà il professore di Bologna, nessuno si scandalizzerà: il partito di Prodi non ha voti, perché non esiste.
Prodi sarà schiacciato da una "macchina da guerra" non gioiosa , ma speranzosa e che non ha raggiunto l'obiettivo di annientare l'avversario.
Ha traghettato al potere le sinistre con una vittoria risicata e senza convincere: ora non serve più.
Come si chiama il partito di Prodi?
Quanti voterebbero il suo partito, se lo avesse?
Dove si colloca il partito di Prodi?
Se fossi un elettore del centrosinistra mi porrei queste domande, perché votando Bertinotti, Fassino o Rutelli, sceglievo un altro Presidente del Consiglio.
Votando Fini o Casini potevo sperare che uno dei due diventasse Presidente, se avesse avuto più voti di Berlusconi.
Berlusconi ha totalizzato nove milioni di voti con Forza Italia: quanti ne ha incassati Prodi personalmente?
Se, per accidente, il prossimo Presidente del Consiglio non sarà il professore di Bologna, nessuno si scandalizzerà: il partito di Prodi non ha voti, perché non esiste.
Prodi sarà schiacciato da una "macchina da guerra" non gioiosa , ma speranzosa e che non ha raggiunto l'obiettivo di annientare l'avversario.
Ha traghettato al potere le sinistre con una vittoria risicata e senza convincere: ora non serve più.
mercoledì 19 aprile 2006
La politica culturale che il Centrodestra non ha fatto. il Domenicale
http://www.ildomenicale.it/articolo.asp?id_articolo=539
I baluardi della "rivoluzione culturale": informazione, formazione, televisione, cinema, arte, letteratura, musica, fondazioni e ambiente.
Gli errori del Centrodestra spiegati da esperti in poche pagine che devono far riflettere.
I baluardi della "rivoluzione culturale": informazione, formazione, televisione, cinema, arte, letteratura, musica, fondazioni e ambiente.
Gli errori del Centrodestra spiegati da esperti in poche pagine che devono far riflettere.
Crisi da astinenza
A giorni Berlusconi non sarà più Presidente del Consiglio ed è innegabile che per noi del centrodestra sarà un dispiacere. Ma sono certo che sarà una vera e propria crisi da astinenza quella che colpirà gli elettori di sinistra. Per anni si sono accaniti contro il Premier dando sfogo alle più pesanti offese, usando i termini più volgari e vomitando tutto il loro disprezzo nei confronti di chi aveva sbarrato la strada del potere a quella classe politica che già per anni lo aveva esercitato, in modo consociativo, con la Democrazia cristiana.
Oggi si apprestano a riconquistarlo, sempre per interposta persona di un democristiano (ammesso che sia Prodi il designato).
Sarà dura mettere d'accordo tutti e trovare un terreno comune senza il collante dell'antiberlusconismo.
Più che i politici della sinistra, saranno gli elettori i più spaesati senza Berlusconi: certo troveranno il modo di insultarlo anche come capo dell'opposizione, ma non sarà la stessa cosa. Scopriranno di avere opinioni e programmi molto diversi ed una concezione assai variegata dello Stato, senza contare estremismi e radicalizzazioni che contraddistinguono alcuni partiti.
I visitatori di questo blog che lasciano un commento sono prevalentemente di sinistra ( bontà loro) : a costoro ho chiesto più volte di parlare in positivo del futuro Governo e del loro Presidente del Consiglio, ma non c'è verso, riescono a parlare solo contro il Caimano di cui credono di conoscere vita, morte e miracoli.
Agli elettori di sinistra, privati di Berlusconi, va tutta la mia solidarietà.
Oggi si apprestano a riconquistarlo, sempre per interposta persona di un democristiano (ammesso che sia Prodi il designato).
Sarà dura mettere d'accordo tutti e trovare un terreno comune senza il collante dell'antiberlusconismo.
Più che i politici della sinistra, saranno gli elettori i più spaesati senza Berlusconi: certo troveranno il modo di insultarlo anche come capo dell'opposizione, ma non sarà la stessa cosa. Scopriranno di avere opinioni e programmi molto diversi ed una concezione assai variegata dello Stato, senza contare estremismi e radicalizzazioni che contraddistinguono alcuni partiti.
I visitatori di questo blog che lasciano un commento sono prevalentemente di sinistra ( bontà loro) : a costoro ho chiesto più volte di parlare in positivo del futuro Governo e del loro Presidente del Consiglio, ma non c'è verso, riescono a parlare solo contro il Caimano di cui credono di conoscere vita, morte e miracoli.
Agli elettori di sinistra, privati di Berlusconi, va tutta la mia solidarietà.
martedì 18 aprile 2006
Calma compagni
Non capisco tutta questa insistenza nel voler accelerare i tempi della proclamazione ufficiale dei risultati elettorali.
A sinistra si sono sempre riempiti la bocca con le leggi da osservare e le regole da rispettare: giustissimo, ma vale per tutti.
Il centrosinistra non dovrebbe essere diverso dal centrodestra di fronte alla legge.
Allora aspettiamo il verdetto della Cassazione anche se quasi certamente il risultato non cambierà.
L'arroganza del leader di una coalizione che avrebbe dovuto stravincere e invece non arriva ad avere il 50% dei suffragi, la dice lunga su quello che ci aspetta.
Berlusconi ha fatto una proposta sensata e chiara per il bene del Paese proponendo un accordo a tempo per risolvere insieme i problemi più urgenti: Prodi, che a parole predica l'unificazione del Paese e poi con i fatti dimostra il contrario, ha respinto al mittente l'offerta di aiuto. Questo significa che la CdL è autorizzata a fare un'opposizione intransigente e serrata. Questo dimostra che a qualcuno interessa il potere per il potere e non tiene in nessun conto l'interesse dell'Italia.
Arroganza, disprezzo, spocchia e alterigia hanno sempre caratterizzato l'atteggiamento degli elettori della sinistra nei confronti degli avversari politici: passato di moda l'antifascismo ora imperversa l'antiberlusconismo. Purtroppo per loro, anche se Berlusconi dovesse ritirarsi a vita privata, rimarrà l'orgoglio di essere berlusconiani, cioè anticomunisti che credono nella libertà e nella centralità della persona, nella solidarietà, nella lotta alla povertà e non alla ricchezza e in uno Stato non oppressivo e invadente, ma sussidiario.
Non ci siamo fatti plagiare da Berlusconi: è lui che ha interpretato un sentimento che in noi era inespresso.
A sinistra si sono sempre riempiti la bocca con le leggi da osservare e le regole da rispettare: giustissimo, ma vale per tutti.
Il centrosinistra non dovrebbe essere diverso dal centrodestra di fronte alla legge.
Allora aspettiamo il verdetto della Cassazione anche se quasi certamente il risultato non cambierà.
L'arroganza del leader di una coalizione che avrebbe dovuto stravincere e invece non arriva ad avere il 50% dei suffragi, la dice lunga su quello che ci aspetta.
Berlusconi ha fatto una proposta sensata e chiara per il bene del Paese proponendo un accordo a tempo per risolvere insieme i problemi più urgenti: Prodi, che a parole predica l'unificazione del Paese e poi con i fatti dimostra il contrario, ha respinto al mittente l'offerta di aiuto. Questo significa che la CdL è autorizzata a fare un'opposizione intransigente e serrata. Questo dimostra che a qualcuno interessa il potere per il potere e non tiene in nessun conto l'interesse dell'Italia.
Arroganza, disprezzo, spocchia e alterigia hanno sempre caratterizzato l'atteggiamento degli elettori della sinistra nei confronti degli avversari politici: passato di moda l'antifascismo ora imperversa l'antiberlusconismo. Purtroppo per loro, anche se Berlusconi dovesse ritirarsi a vita privata, rimarrà l'orgoglio di essere berlusconiani, cioè anticomunisti che credono nella libertà e nella centralità della persona, nella solidarietà, nella lotta alla povertà e non alla ricchezza e in uno Stato non oppressivo e invadente, ma sussidiario.
Non ci siamo fatti plagiare da Berlusconi: è lui che ha interpretato un sentimento che in noi era inespresso.
venerdì 14 aprile 2006
Per favore non occupatevi di me. Leila
Vengo or ora da un'animata conversazione con un colto amico e collega che si riconosce in questa sinistra, miope e spocchiosa.Il bravuomo,che non può negarmi un profilo culturale e professionale superiore(senza di me lo studio chiude)non si fa ragione che io abbia votato (convinta e dopo una seria riflessione sui due modelli di vita proposti dai due leader) niente meno che Berlusconi: il mostro che si rifiuta di "scomparire" (Grazie!). Nella discussione gli ho chiarito che l'analisi del voto spiega chi si è schierato di qua, chi di là. L'Italia è divisa ma non tra colti intelligenti e lungimiranti a sinistra e furbi ignoranti a destra, come piace pensare a loro; è invece divisa tra assistiti di stato (vero popolo bue impantanato dalla disinformazione in stolida perenne attesa di chi gli organizzi la felicità!) e uomini e donne liberi, capaci di scegliere e mettersi in gioco. Voglio essere felice o infelice da sola.
Comunicato stampa del Viminale
Comunicato stampa del 11/04/2006
Il Viminale precisa che i risultati elettorali comunicati dal Ministero dell'Interno sono provvisori e non ufficiali
Il potere di definire i dati ufficiali spetta per legge agli uffici centrali circoscrizionali della Camera ed agli uffici elettorali regionali per il Senato
COME È NOTO, I RISULTATI ELETTORALI COMUNICATI DAL MINISTERO DELL´INTERNO SONO PROVVISORI E NON UFFICIALI.
LA LEGGE INFATTI ATTRIBUISCE AGLI UFFICI CENTRALI CIRCOSCRIZIONALI PER LA CAMERA DEI DEPUTATI ED AGLI UFFICI ELETTORALI REGIONALI PER IL SENATO DELLA REPUBBLICA - ENTRAMBI COSTITUITI DA MAGISTRATI – IL POTERE DI DEFINIRE I DATI UFFICIALI, DECIDENDO ANCHE SU OGNI EVENTUALE CONTESTAZIONE.
I DATI COSÌ VERIFICATI VERRANNO POI TRASMESSI ALLA CORTE DI CASSAZIONE CHE PROCEDE ALLA PROCLAMAZIONE DEGLI ELETTI.
INFINE, LA CONVALIDA DEGLI ELETTI È RISERVATA ALLA GIUNTA DELLE ELEZIONI DELLA CAMERA E DEL SENATO, CHE SI PRONUNCIANO DEFINITIVAMENTE SU OGNI ALTRA EVENTUALE CONTROVERSIA O RECLAMO.
CON RIFERIMENTO ALLE VOTAZIONI DEL 9 E 10 APRILE SCORSI, SI COMUNICA CHE I DATI PROVVISORI PERVENUTI AL MINISTERO DELL´INTERNO EVIDENZIANO PER IL SENATO DELLA REPUBBLICA 1.093.277 VOTI NON VALIDI, DI CUI 488.403 SCHEDE BIANCHE, 39.822 SCHEDE CONTESTATE E 565.052 SCHEDE CONSIDERATE NULLE; MENTRE PER LA CAMERA DEI DEPUTATI RISULTANO 1.102.188 VOTI NON VALIDI, DI CUI 448.002 SCHEDE BIANCHE, 43.028 SCHEDE CONTESTATE E 611.158 SCHEDE CONSIDERATE NULLE.
A CONFERMA DEL PREANNUNZIO DATO IERI DAL MINISTRO PISANU, SI COMUNICA CHE I VOTI NON VALIDI SONO COMPLESSIVAMENTE DIMINUITI DI CIRCA IL 60 % AL SENATO E DI CIRCA IL 66 % ALLA CAMERA.
Il Viminale precisa che i risultati elettorali comunicati dal Ministero dell'Interno sono provvisori e non ufficiali
Il potere di definire i dati ufficiali spetta per legge agli uffici centrali circoscrizionali della Camera ed agli uffici elettorali regionali per il Senato
COME È NOTO, I RISULTATI ELETTORALI COMUNICATI DAL MINISTERO DELL´INTERNO SONO PROVVISORI E NON UFFICIALI.
LA LEGGE INFATTI ATTRIBUISCE AGLI UFFICI CENTRALI CIRCOSCRIZIONALI PER LA CAMERA DEI DEPUTATI ED AGLI UFFICI ELETTORALI REGIONALI PER IL SENATO DELLA REPUBBLICA - ENTRAMBI COSTITUITI DA MAGISTRATI – IL POTERE DI DEFINIRE I DATI UFFICIALI, DECIDENDO ANCHE SU OGNI EVENTUALE CONTESTAZIONE.
I DATI COSÌ VERIFICATI VERRANNO POI TRASMESSI ALLA CORTE DI CASSAZIONE CHE PROCEDE ALLA PROCLAMAZIONE DEGLI ELETTI.
INFINE, LA CONVALIDA DEGLI ELETTI È RISERVATA ALLA GIUNTA DELLE ELEZIONI DELLA CAMERA E DEL SENATO, CHE SI PRONUNCIANO DEFINITIVAMENTE SU OGNI ALTRA EVENTUALE CONTROVERSIA O RECLAMO.
CON RIFERIMENTO ALLE VOTAZIONI DEL 9 E 10 APRILE SCORSI, SI COMUNICA CHE I DATI PROVVISORI PERVENUTI AL MINISTERO DELL´INTERNO EVIDENZIANO PER IL SENATO DELLA REPUBBLICA 1.093.277 VOTI NON VALIDI, DI CUI 488.403 SCHEDE BIANCHE, 39.822 SCHEDE CONTESTATE E 565.052 SCHEDE CONSIDERATE NULLE; MENTRE PER LA CAMERA DEI DEPUTATI RISULTANO 1.102.188 VOTI NON VALIDI, DI CUI 448.002 SCHEDE BIANCHE, 43.028 SCHEDE CONTESTATE E 611.158 SCHEDE CONSIDERATE NULLE.
A CONFERMA DEL PREANNUNZIO DATO IERI DAL MINISTRO PISANU, SI COMUNICA CHE I VOTI NON VALIDI SONO COMPLESSIVAMENTE DIMINUITI DI CIRCA IL 60 % AL SENATO E DI CIRCA IL 66 % ALLA CAMERA.
Grazie Prodi! Magna Carta
Romano Prodi ha fatto molta confusione ieri sulla questione dei rapporti con Hamas, ma il governo palestinese ha colto la sostanza dei fatti e ha subito ringraziato il leader dell'Unione.
Il ministro degli Esteri dell'Anp, Mahmoud Al Zahar, riferendosi all'intervista di Prodi ad al Jazeera ha detto tra l'altro: 'Spero che il signor Prodi riesca a correggere l'errata posizione europea nei confronti del popolo palestinese e del suo governo eletto. Le sue dichiarazioni nei confronti di Hamas sono da considerarsi un progresso positivo'.
Il portavoce di Prodi, Silvio Sircana si era dato un gran da fare per correggere ed emendare le dichiarazioni del quasi-premier: ha fornito trascrizioni, diffuso comunicati, sbianchettato gli errori, ma è stata una fatica di Sisifo. I diretti interessati hanno capito che il clima è cambiato e che Prodi può essere il grimaldello per riaprire la partita diplomatica tra Hamas e l'Unione Europea e lo hanno subito caldamente incoraggiato.
Così Sircana ha dovuto anche provvedere a rispedire quegli imbarazzanti ringraziamenti al mittente. E non siamo neppure all'inizio .
Il ministro degli Esteri dell'Anp, Mahmoud Al Zahar, riferendosi all'intervista di Prodi ad al Jazeera ha detto tra l'altro: 'Spero che il signor Prodi riesca a correggere l'errata posizione europea nei confronti del popolo palestinese e del suo governo eletto. Le sue dichiarazioni nei confronti di Hamas sono da considerarsi un progresso positivo'.
Il portavoce di Prodi, Silvio Sircana si era dato un gran da fare per correggere ed emendare le dichiarazioni del quasi-premier: ha fornito trascrizioni, diffuso comunicati, sbianchettato gli errori, ma è stata una fatica di Sisifo. I diretti interessati hanno capito che il clima è cambiato e che Prodi può essere il grimaldello per riaprire la partita diplomatica tra Hamas e l'Unione Europea e lo hanno subito caldamente incoraggiato.
Così Sircana ha dovuto anche provvedere a rispedire quegli imbarazzanti ringraziamenti al mittente. E non siamo neppure all'inizio .
giovedì 13 aprile 2006
Il conteggio
Sarebbe il caso, una volta per tutte, di far sapere agli zucconi di destra e di sinistra che la verifica della regolarità di trasmissione dei numeri delle schede scrutinate e dei risultati viene fatta sempre. Nella notte degli scrutini i dati possono essere incompleti o male interpretati, ma la necessità di conoscere l'esito, consente qualche sbavatura: si sa che verranno controllati con calma in seguito e certificati dalla Cassazione.
Si sono sempre verificate discrepanze in ordine ad alcune decine di migliaia di voti che, però, non decretavano la vittoria o la sconfitta di una parte, in quanto lo scarto dei voti era di centinaia di migliaia. Si sapeva subito chi aveva vinto, ma il computo esatto dei voti era comunicato a distanza di giorni.
E' quindi talmente ovvio l'atteggiamento del centrodestra che non avrebbe bisogno di giustificazioni: il centrosinistra ha vinto con uno scarto di circa 25.000 voti alla Camera, al Senato i voti per la CdL hanno superato quelli dell'Unione di circa 300.000 ed, infine, ci sono circa 40.000 schede contestate.
Prodi non avrebbe chiesto la verifica se Berlusconi avesse vinto con uno scarto così esiguo?
Allora, per favore, le persone che non sono in malafede smettano di gridare allo scandalo e dire che Berlusconi non vuole mollare il potere.
Si sono sempre verificate discrepanze in ordine ad alcune decine di migliaia di voti che, però, non decretavano la vittoria o la sconfitta di una parte, in quanto lo scarto dei voti era di centinaia di migliaia. Si sapeva subito chi aveva vinto, ma il computo esatto dei voti era comunicato a distanza di giorni.
E' quindi talmente ovvio l'atteggiamento del centrodestra che non avrebbe bisogno di giustificazioni: il centrosinistra ha vinto con uno scarto di circa 25.000 voti alla Camera, al Senato i voti per la CdL hanno superato quelli dell'Unione di circa 300.000 ed, infine, ci sono circa 40.000 schede contestate.
Prodi non avrebbe chiesto la verifica se Berlusconi avesse vinto con uno scarto così esiguo?
Allora, per favore, le persone che non sono in malafede smettano di gridare allo scandalo e dire che Berlusconi non vuole mollare il potere.
un anonimo ha detto...
La critica di un anonimo alle continue provocazioni che i nostri avversari scrivono nei commenti ai post
La sinistra deve smetterla di trattare da deficiente metà del paese, che ha paura di voi e della vostra intolleranza alle altrui idee, tanto da mentire nei sondaggi per paura di ritorsioni.Dopo la figura di merda di Michael Moore in America e quella di Nanni Moretti in Italia, dovreste riflettere di più sulla realtà.Saper ascoltare le ragioni degli altri e non abbaiare continuamente contro.Io sapevo che si sarebbe verificato un risultato del genere perchè ricordo che ai tempi della DC chi faceva casino erano i comunisti e chi prendeva voti, magari a naso turato, erano i democristiani.Smettetela di pensare di essere più intelligenti perchè ci spiegate filosoficamente quanto siamo stupidi e quanto voi siete intelligenti partendo da assiomi che sono veri sono nella vostra mente e sui quali costruite poi tutto un castello ideologico, che rappresenti la realtà come vorreste che fosse e non come realmente è.A parte il fatto che odiare così profondamente una persona che non ci ha fatto alcun torto personale grave non è normale.Nessuno che io sappia nel centrodestra odia Bertinotti o Romano Prodi o Fassino o D'Alema in maniera così viscerale come è odiato Berlusconi.Questo non è normale.Se vi foste fermati a pensarci un momento ve ne sareste accorti.Qualcuno è riuscito a farvi odiare una persona che neppure conoscete e con la quale potreste andare d'accordo(oppure no)se la conosceste meglio.Non è una normale divisione politica, è proprio una questione personale.La politica non è la vita, se non siamo capaci da soli di ritagliarci dei momenti di felicità non possiamo aspettare che sia Prodi a regalarceli...Questo governo è già caduto.Le prossime elezioni sono già perse per voi.Il programma non significa niente, quando si parla di cifre cambia tutto.Per non parlare della politica estera.Se sarà un programma di centro, alle prossime elezioni perderete la sinistra antagonista, se sarà un programma più di sinistra perderete i voti moderati.E siccome i voti moderati sono circa il 15% fate voi.
La sinistra deve smetterla di trattare da deficiente metà del paese, che ha paura di voi e della vostra intolleranza alle altrui idee, tanto da mentire nei sondaggi per paura di ritorsioni.Dopo la figura di merda di Michael Moore in America e quella di Nanni Moretti in Italia, dovreste riflettere di più sulla realtà.Saper ascoltare le ragioni degli altri e non abbaiare continuamente contro.Io sapevo che si sarebbe verificato un risultato del genere perchè ricordo che ai tempi della DC chi faceva casino erano i comunisti e chi prendeva voti, magari a naso turato, erano i democristiani.Smettetela di pensare di essere più intelligenti perchè ci spiegate filosoficamente quanto siamo stupidi e quanto voi siete intelligenti partendo da assiomi che sono veri sono nella vostra mente e sui quali costruite poi tutto un castello ideologico, che rappresenti la realtà come vorreste che fosse e non come realmente è.A parte il fatto che odiare così profondamente una persona che non ci ha fatto alcun torto personale grave non è normale.Nessuno che io sappia nel centrodestra odia Bertinotti o Romano Prodi o Fassino o D'Alema in maniera così viscerale come è odiato Berlusconi.Questo non è normale.Se vi foste fermati a pensarci un momento ve ne sareste accorti.Qualcuno è riuscito a farvi odiare una persona che neppure conoscete e con la quale potreste andare d'accordo(oppure no)se la conosceste meglio.Non è una normale divisione politica, è proprio una questione personale.La politica non è la vita, se non siamo capaci da soli di ritagliarci dei momenti di felicità non possiamo aspettare che sia Prodi a regalarceli...Questo governo è già caduto.Le prossime elezioni sono già perse per voi.Il programma non significa niente, quando si parla di cifre cambia tutto.Per non parlare della politica estera.Se sarà un programma di centro, alle prossime elezioni perderete la sinistra antagonista, se sarà un programma più di sinistra perderete i voti moderati.E siccome i voti moderati sono circa il 15% fate voi.
mercoledì 12 aprile 2006
Berlusconian pride
Adesso basta cambiare argomento quando, tra amici, qualcuno attacca Berlusconi.
Basta rinnegare la nostra appartenenza al centrodestra per evitare discussioni con i colleghi o in famiglia.
Dobbiamo essere orgogliosi di Berlusconi e del voto dato alla Casa delle Libertà.
Se prima la nostra fede politica era vissuta nella convinzione di essere dalla parte giusta ma in minoranza, oggi abbiamo il riscontro dei numeri.
Crediamo in un uomo liberale che rispetta tutti e non impone la propria dottrina come certi leader, che ha avuto grande successo ed ha saputo interpretare il comune sentire di mezza Italia.
E noi dovremmo subire lo sberleffo di chi si crede superiore solo perché incapace di analisi e accecato da un odio che gli hanno inculcato?
Dovremmo continuare a venerare Marx, Mao, Che Guevara, i palestinesi, la "resistenza" irachena, l'ecologismo integralista ed il buonismo forzato?
Possiamo credere in un uomo che ammiriamo e apprezziamo per quello che ha fatto, per come la pensa, per la fiducia che ispira, per le promesse che ha mantenuto e per la capacità di governare che ha dimostrato? Possiamo crederci senza essere considerati esseri inferiori?
Chi vuole imporci i propri modelli è prepotente e autoritario: noi rispettiamo chi non la pensa a modo nostro, ma pretendiamo il rispetto delle nostre idee.
Quindi orgogliosi di essere berlusconiani. Berlusconian pride!
Basta rinnegare la nostra appartenenza al centrodestra per evitare discussioni con i colleghi o in famiglia.
Dobbiamo essere orgogliosi di Berlusconi e del voto dato alla Casa delle Libertà.
Se prima la nostra fede politica era vissuta nella convinzione di essere dalla parte giusta ma in minoranza, oggi abbiamo il riscontro dei numeri.
Crediamo in un uomo liberale che rispetta tutti e non impone la propria dottrina come certi leader, che ha avuto grande successo ed ha saputo interpretare il comune sentire di mezza Italia.
E noi dovremmo subire lo sberleffo di chi si crede superiore solo perché incapace di analisi e accecato da un odio che gli hanno inculcato?
Dovremmo continuare a venerare Marx, Mao, Che Guevara, i palestinesi, la "resistenza" irachena, l'ecologismo integralista ed il buonismo forzato?
Possiamo credere in un uomo che ammiriamo e apprezziamo per quello che ha fatto, per come la pensa, per la fiducia che ispira, per le promesse che ha mantenuto e per la capacità di governare che ha dimostrato? Possiamo crederci senza essere considerati esseri inferiori?
Chi vuole imporci i propri modelli è prepotente e autoritario: noi rispettiamo chi non la pensa a modo nostro, ma pretendiamo il rispetto delle nostre idee.
Quindi orgogliosi di essere berlusconiani. Berlusconian pride!
Un pugno alla rosa senza voti. Christian Rocca
http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/unpugnorosa.html
Il fallimento elettorale della Rosa nel pugno è clamoroso e ampiamente meritato
Il fallimento elettorale della Rosa nel pugno è clamoroso e ampiamente meritato
Le spine nel pugno. Filippo Facci
I voti della Rosa nel pugno non sono né tanti né pochi: sono i voti che sono mancati al Polo perché potesse vincere. Se preferite, sono i voti che lo hanno fatto perdere. Quei commentatori che ora si compiacciono di un voto radicale giudicato comunque inferiore alle aspettative (forse le loro) personalmente mi paiono stucchevoli, e fanno il paio con chi ha fatto di tutto per mortificare ogni pulsione libertaria che pure nel centrodestra c'è, e continuerà a esserci. La sostanza è che a sinistra hanno Emma Bonino e noi Bruno Tabacci: quest'ultimo lunedì pomeriggio ha detto che Berlusconi era la causa dell'insuccesso del centrodestra, fate vobis.
Un Paese diviso non è necessariamente un male: una tensione sociale e politica può anche essere benefica a fronte dell'inclinazione italica al compromesso e alla mediazione, può evidenziare le contraddizioni, smuovere le acque limacciose del consociativismo caro ai democristiani: ciò che resta impensabile, come invece è stato fatto, è pretendere di bipolarizzare e spaccare il Paese anche su tutte le questioni civili ed etiche (dal divorzio breve alla procreazione assistita,dalle pillole abortive sino ai pacs) che implicano piuttosto una comprensione delle mille sfumature che colorano un Paese. Sia il Polo che l'Unione hanno argomenti per dire di aver vinto le elezioni, ma forse sarebbe più utile capire in che misura le hanno perse.
Un Paese diviso non è necessariamente un male: una tensione sociale e politica può anche essere benefica a fronte dell'inclinazione italica al compromesso e alla mediazione, può evidenziare le contraddizioni, smuovere le acque limacciose del consociativismo caro ai democristiani: ciò che resta impensabile, come invece è stato fatto, è pretendere di bipolarizzare e spaccare il Paese anche su tutte le questioni civili ed etiche (dal divorzio breve alla procreazione assistita,dalle pillole abortive sino ai pacs) che implicano piuttosto una comprensione delle mille sfumature che colorano un Paese. Sia il Polo che l'Unione hanno argomenti per dire di aver vinto le elezioni, ma forse sarebbe più utile capire in che misura le hanno perse.
Gli irriducibili. Mario Sechi
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=81481
L'Unione non accetta la mano tesa di Berlusconi: presto ne avrà bisogno
L'Unione non accetta la mano tesa di Berlusconi: presto ne avrà bisogno
Il veleno della deberlusconizzazione. Giuliano Ferrara
L’ eugenetica democratica di Zagrebelsky che vuole ripulire le coscienze
Il presidente emerito della Corte costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, ha colto l’occasione del commento al film di Nanni Moretti, per sviluppare la teoria della “deberlusconizzazione”. Non si tratta semplicemente di una presa di posizione politica ostile, che è del tutto lecita in una democrazia, ma dell’indicazione, come esigenza “di civiltà”, di espungere dalla storia degli italiani un’esperienza reale, che ha segnato un lungo periodo nel pieno rispetto delle libertà democratiche. In passato obiettivi di questo tipo sono stati indicati per combattere fenomeni politici che avevano creato danni incalcolabili. Ci si pose il problema di denazificare la Germania, di demilitarizzare il Giappone, di defascistizzare l’Italia, dopo che quei paesi, di cui si erano impadroniti regimi dittatoriali, erano stati condotti alla rovina e avevano causato una guerra con decine di milioni di vittime.
Silvio Berlusconi non ha costruito alcun regime, ha immesso nella vita politica italiana devastata da Tengentopoli, un’alternativa reale, che è stata declinata dal governo e dall’opposizione. Parlare, come fa Zagrebelsky di una “corruzione” delle coscienze determinata dal “carattere infimo degli spettacoli di intrattenimento”, di una “sottocultura” demagogica estranea alla democrazia, allude a un modello di comportamento privato e pubblico “virtuoso” da imporre dall’alto, secondo il classico stile giacobino (magari riadattato alla nuova moda girotondina). Gli altezzosi pregiudizi etico-estetici di Zagrebelsky tendono a presentarsi come etica pubblica obbligatoria, e questo è davvero pericoloso.
Descrivere un’esperienza collettiva, un’ispirazione politica e culturale che non si condivide come una sorta di malattia da estirpare, i suoi sostenitori come degni di una sorta di “derattizzazione”, si apre la strada a una specie di razzismo politico. Sembra di sentire l’eco sinistro delle invettive hitleriane contro la Repubblica di Weimar “degenerata”. Nessuna enfasi retorica, nessuna esagitazione elettoralista può giustificare atteggiamenti di questo genere, specialmente quando ne è ispiratore chi ha ricoperto elevatissime funzioni istituzionali. Fra le lezioni sulla “vera” democrazia che Zagrebelsky impartisce da tutti i pulpiti, dovrebbe trovare spazio il principio elementare della pari dignità delle formazioni politiche, il giudizio sulle quali spetta agli elettori. Se invece gli elettori altrui non sono considerati liberi ma irretiti, si prende una strada che va in senso opposto alla democrazia.
Il presidente emerito della Corte costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, ha colto l’occasione del commento al film di Nanni Moretti, per sviluppare la teoria della “deberlusconizzazione”. Non si tratta semplicemente di una presa di posizione politica ostile, che è del tutto lecita in una democrazia, ma dell’indicazione, come esigenza “di civiltà”, di espungere dalla storia degli italiani un’esperienza reale, che ha segnato un lungo periodo nel pieno rispetto delle libertà democratiche. In passato obiettivi di questo tipo sono stati indicati per combattere fenomeni politici che avevano creato danni incalcolabili. Ci si pose il problema di denazificare la Germania, di demilitarizzare il Giappone, di defascistizzare l’Italia, dopo che quei paesi, di cui si erano impadroniti regimi dittatoriali, erano stati condotti alla rovina e avevano causato una guerra con decine di milioni di vittime.
Silvio Berlusconi non ha costruito alcun regime, ha immesso nella vita politica italiana devastata da Tengentopoli, un’alternativa reale, che è stata declinata dal governo e dall’opposizione. Parlare, come fa Zagrebelsky di una “corruzione” delle coscienze determinata dal “carattere infimo degli spettacoli di intrattenimento”, di una “sottocultura” demagogica estranea alla democrazia, allude a un modello di comportamento privato e pubblico “virtuoso” da imporre dall’alto, secondo il classico stile giacobino (magari riadattato alla nuova moda girotondina). Gli altezzosi pregiudizi etico-estetici di Zagrebelsky tendono a presentarsi come etica pubblica obbligatoria, e questo è davvero pericoloso.
Descrivere un’esperienza collettiva, un’ispirazione politica e culturale che non si condivide come una sorta di malattia da estirpare, i suoi sostenitori come degni di una sorta di “derattizzazione”, si apre la strada a una specie di razzismo politico. Sembra di sentire l’eco sinistro delle invettive hitleriane contro la Repubblica di Weimar “degenerata”. Nessuna enfasi retorica, nessuna esagitazione elettoralista può giustificare atteggiamenti di questo genere, specialmente quando ne è ispiratore chi ha ricoperto elevatissime funzioni istituzionali. Fra le lezioni sulla “vera” democrazia che Zagrebelsky impartisce da tutti i pulpiti, dovrebbe trovare spazio il principio elementare della pari dignità delle formazioni politiche, il giudizio sulle quali spetta agli elettori. Se invece gli elettori altrui non sono considerati liberi ma irretiti, si prende una strada che va in senso opposto alla democrazia.
martedì 11 aprile 2006
Il più grande statista del XXI secolo
E' stato un trionfo per il berlusconismo: lo ammettono a denti stretti anche gli avversari.
I sondaggi "americani" del Cavaliere erano gli unici attendibili, la previsione di un testa a testa si è avverata, l'appello a non disertare le urne è servito, la frustata finale dell'abolizione delle tasse e le uscite dell'ultima settimana hanno fruttato; infine, l'appello a non fare i coglioni votando nel proprio disinteresse - rivolto agli elettori del centrodestra e non riferito agli avversari - è stato vincente.
Chi si ostina a considerare Silvio Berlusconi un imprenditore prestato alla politica commette un macroscopico errore.
Non c'è stata una mossa, un discorso, una presa di posizione che abbia nuociuto alla rimonta della Casa delle Libertà: persino la legge elettorale, tanto vituperata, è stato un capolavoro; i voti si debbono contare e vince chi ne ha di più, soprattutto all'interno delle coalizioni.
La differenza tra noi e loro, alla Camera, è il pubblico di uno stadio di serie B.
Adesso la richiesta della verifica delle schede è il calcio di rigore finale di una partita che il centrodestra ha stravinto anche se non servirà per passare il turno.
Dobbiamo festeggiare per la grande rimonta nella quale purtroppo in pochi hanno creduto, per la quasi vittoria e, in particolare, per non dover gestire l'ingovernabilità.
Berlusconi, noi lo sappiamo da sempre, si rivela un grande politico ed il miglior statista di questo secolo: grazie Presidente per aver creduto in noi e grazie per averci ridato l'orgoglio dell'appartenenza.
I sondaggi "americani" del Cavaliere erano gli unici attendibili, la previsione di un testa a testa si è avverata, l'appello a non disertare le urne è servito, la frustata finale dell'abolizione delle tasse e le uscite dell'ultima settimana hanno fruttato; infine, l'appello a non fare i coglioni votando nel proprio disinteresse - rivolto agli elettori del centrodestra e non riferito agli avversari - è stato vincente.
Chi si ostina a considerare Silvio Berlusconi un imprenditore prestato alla politica commette un macroscopico errore.
Non c'è stata una mossa, un discorso, una presa di posizione che abbia nuociuto alla rimonta della Casa delle Libertà: persino la legge elettorale, tanto vituperata, è stato un capolavoro; i voti si debbono contare e vince chi ne ha di più, soprattutto all'interno delle coalizioni.
La differenza tra noi e loro, alla Camera, è il pubblico di uno stadio di serie B.
Adesso la richiesta della verifica delle schede è il calcio di rigore finale di una partita che il centrodestra ha stravinto anche se non servirà per passare il turno.
Dobbiamo festeggiare per la grande rimonta nella quale purtroppo in pochi hanno creduto, per la quasi vittoria e, in particolare, per non dover gestire l'ingovernabilità.
Berlusconi, noi lo sappiamo da sempre, si rivela un grande politico ed il miglior statista di questo secolo: grazie Presidente per aver creduto in noi e grazie per averci ridato l'orgoglio dell'appartenenza.
lunedì 10 aprile 2006
Noi perdiamo, ma loro non vincono
Mi viene, così, a caldo dopo i primi exit poll, porterà anche sfiga, ma è lo stesso, mi viene, dicevo, da dire: adesso sono cazzi vostri!
Perderemo, ma di poco: loro, però, non vincono. Solo formare il Governo sarà un'impresa e poi mettere insieme uno straccio di programma vero, approvare le leggi, rilanciare l'economia...
Finalmente potremo insultare il loro leader, come hanno fatto con Berlusconi in tutti questi anni, potremo prenderli in giro, smascherare le loro malefatte e quando diremo che non si arriva a fine mese... ci faremo quattro risate perché da domani non esisteranno più famiglie indigenti. Poi se si lamenteranno delle troppe tasse, del precariato, delle liste d'attesa negli ospedali, del caro vita e dell'euro troppo valutato, faremo loro notare che non governa più il Cavaliere e che le responsabilità vanno cercate altrove.
Che bello fare opposizione!
Perderemo, ma di poco: loro, però, non vincono. Solo formare il Governo sarà un'impresa e poi mettere insieme uno straccio di programma vero, approvare le leggi, rilanciare l'economia...
Finalmente potremo insultare il loro leader, come hanno fatto con Berlusconi in tutti questi anni, potremo prenderli in giro, smascherare le loro malefatte e quando diremo che non si arriva a fine mese... ci faremo quattro risate perché da domani non esisteranno più famiglie indigenti. Poi se si lamenteranno delle troppe tasse, del precariato, delle liste d'attesa negli ospedali, del caro vita e dell'euro troppo valutato, faremo loro notare che non governa più il Cavaliere e che le responsabilità vanno cercate altrove.
Che bello fare opposizione!
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