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Ricostruire il centrodestra non sarà facile. Ricostruirlo iniziando a discutere di leader, sigle, nomi è il modo migliore per condannare un intero blocco sociale e politico all’irrilevanza. Si può però ripartire dalle cose che contano: dalle idee, da una visione di centrodestra diversa da quella che i risultati elettorali ci consegnano, da una prospettiva.
Sapete come la pensiamo: siamo fusionisti. Lavoriamo perché ogni anima, ogni sensibilità culturale, ogni soggetto politico e non che condivida la semplice battaglia per “Meno Stato e Più Libertà” trovi il coraggio per lavorare alla costruzione di una casa comune, con regole di convivenza semplici e durature, che incoraggi i processi di elaborazione delle idee, che permetta alle leadership di emergere meritocraticamente.
Per questo ci siamo sentiti chiamati in causa quando ci è stato proposto un appello che parlasse di “unità”, di “primarie”, di “programma comune”. E’ un’occasione per far ripartire il dibattito e il nostro cammino lungo il sentiero che ci interessa percorrere e per provare a svegliare dal torpore un centrodestra che pare non aver capito che un popolo liberale, moderato, popolare, conservatore e riformista ancora c’è e chiede di essere degnamente rappresentato.
Per firmare andate qui: www.contrattoperilcentrodestra.it.
Tratto da http://notapolitica.it/
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