giovedì 20 marzo 2008

Il coraggio del nulla. Davide Giacalone

Intervenendo nella pagina di Radio Carcere, meritoriamente pubblicata da il Riformista, Veltroni ha affondato il tema dell’azione penale, al solito utilizzando circonlocuzioni che fanno sembrare la prosa di Arnaldo Forlani un mostro di determinazione e ruvidezza. Dopo aver detto che il processo dovrebbe essere più veloce e giusto (quando trovate qualcuno che lo vuole ancora più lento ed ingiusto avvertitemi), ha affermato che si dovrebbe affidarsi “ad un procedimento che veda la partecipazione di Parlamento, Csm e Procuratori della Repubblica nella fissazione dei criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale”. Taluno si è spinto a giudicare coraggiosa una simile riflessione. Volendo dare un contributo costruttivo: è totalmente sbagliata.
Intanto si chiamano le cose con il loro nome, cosa che non fa neanche il pdl: abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale. Istituto che ha perso il suo significato originario (tutti uguali davanti alla legge e nessuna omissione nel perseguimento dei reati) ed è divenuto il suo opposto (ciascun procuratore fa quello che gli pare nei confronti di chi crede). Una volta messisi su questa strada, se ne devono comprendere le necessarie implicazioni, a partire dalla netta separazione delle carriere. Che, ancora una volta, neanche il pdl chiede con la necessaria chiarezza. E’ chiaro che se c’è possibile discrezionalità nello stabilire quali casi portare al processo, a maggior ragione non possono essere colleghi quelli che scelgono l’imputato e quelli che lo giudicano. Non dovrebbero esserlo in nessun caso, ma in questo meno che mai.
Poi si tratta di stabilire chi fissa gli indirizzi. Il modello Veltroni è quello della Rai: il Parlamento con la commissione di vigilanza, il consiglio d’amministrazione con le persone nominate dai partiti, infine la struttura, a rappresentanza dell’azienda. Nel caso giustizia: il Parlamento, il Csm quale camera delle correnti, i procuratori quali diretti interessati. Preclaro esempio di assemblearismo consociativo, utile a non fa funzionare nulla. Difatti neanche la Rai funziona.
Invece l’indirizzo spetta al governo, che ne risponde ogni giorno al Parlamento e con le elezioni al popolo. Si tratta di scelte eminentemente politiche, connaturate al rapporto di fiducia che c’è fra gli eletti ed i governanti, e non solo non giova deresponsabilizzare i secondi, ma neanche è possibile delegare la politica giudiziaria al dibattito parlamentare. Se poi penso che dovrebbero discuterne i rappresentanti dell’inesperienza, mi vengono i brividi.
Obiettano le vestali del partito unico delle toghe: giammai, perché la Costituzione vuole la magistratura autonoma ed indipendente. Il che conferma la mia impressione di sempre: questi la Costituzione la sventolano, ma non la leggono. La magistratura è subordinata alle leggi, e le leggi le fa il Parlamento, quindi la politica. La magistratura è indipendente nell’esercizio della funzione, ma certo non nello stabilire il confine fra lecito ed illecito, fra bene e male. Il pangiustizialismo, le teorie del tipo “mani pulite nel mondo”, sono l’opposto della giustizia e dello Stato di diritto. Capisco che la confusione alberghi nell’animo di chi si allea con Di Pietro ed i suoi valori immobiliari, ma la sindrome è contagiosa, pertanto vale la pena ribadire l’ovvio.
La giustizia italiana è in uno stato pietoso. Non saranno le frasette e gli effettucci a porre alcun rimedio. Quindi scusate se possiamo apparire piccosi ed incontentabili, ma il nulla resta il nulla, anche se pronunciato con tono ispirato.

4 commenti:

paraffo ha detto...

Ma Mauro, dimmelo chiaramente: ce l' hai con me?
Hai deciso di portarmi sull' orlo della disperazione, stasera?

Posti su Alitalia e poi sullo stato della Giustizia in Italia?

Vuoi che fondi una sezione delle Brigate Rosse e cominci a gambizzare giornalisti e a rapire politici lumaconi?

Insomma, dammi almeno 24 ore di tregua fra un trauma e l' altro! Eccheccacchio!

maurom ha detto...

Terrò presente, caro Paraffo.

Intanto Buona Pasqua a te e Zeus, fedeli "collaboratori", e a tutti i visitatori del blog.

Buona Pasqua anche ai compagni...

paraffo ha detto...

Ricambio i tuoi auguri, Mauro. Hai fatto bene ad augurarla anche ai compagni: spero che se la godano al meglio, visto che sarà l' ultima dell' era del centrosinistra in Italia.

Come vedi, mi sono svegliato (pericolosamente) ottimista malgrado tu mi avessi mandato a dormire depresso!

Come uovo di Pasqua, regalo a tutti il mio ultimo post: Un po' di chiarezza su Veltroni e Berlusconi

Anonimo ha detto...

Un po' di chiarezza su Veltroni e Berlusconi

OTTIMO COMMENTO!

Buona Pasqua a te e a Maurom.
Zeus