lunedì 4 febbraio 2008

Ricordiamoci perché è caduto il governo Prodi. Milton

Le ultime due settimane della vita politica italiana sono sintomatiche dello stato magmatico e paludoso in cui versa il nostro Paese, costretto ed imbrigliato, tra una situazione economica e sociale che ha raggiunto ormai livelli di criticità poche volte toccati nella storia della Repubblica e una classe dirigente, politica e non, che, mentre si accumulano macerie sociali e rifiuti, amabilmente discute di riforma elettorale, sbarramenti e collegi elettorali.

Coloro che non vogliono andare al voto, perché hanno una ragionevole certezza di perdere, dicono che è irresponsabile andare alle urne con questa legge che non garantirebbe la governabilità, in un momento economico e sociale così delicato. La natura strumentale di questa argomentazione è ovvia, ma facciamo un passo indietro.

Perché è caduto il Governo Prodi? C’è ancora qualcuno che pensa che sia caduto, perché al Senato la maggioranza era risicata e spesso bisognosa della stampelle di vegliardi senatori che hanno iniziato a far politica negli anni della guerra fredda, quando Blair e Sarkozy andavano all’asilo?

Il Governo Prodi è caduto perché era un’accozzaglia elettorale di partiti uniti dall’odio verso Berlusconi. Nessuna visione condivisa, nessu valore comune, un programma appositamente chilometrico per nascondere le differenze, per diluire le divergenze. Storie diverse, progetti di società contrapposti, uniti dal odio, più sociale che politico, verso chi per quindici anni ha rotto le uova nel paniere a questi professionisti della politica, servi sciocchi dei poteri forti.

Il Governo Prodi è caduto perché ostaggio di una visione del mondo antistorica e perdente. Ma come fà il Governo di una delle prime dieci economie al mondo, ad avere nelle file della sua maggioranza qualcuno che orgogliosamente si definisce trozkysta o che sogna Fidel e l’abolizione della proprietà privata.

Il Goveno è caduto perché le tassazione ha raggiunto i livelli più alti di sempre, perché gli enti locali sono stati lasciati liberi di mettere le mani nel protafoglio dei cittadini (date un’occhiata al cedolino dello stipendio di Gennaio alla voce addizionale regionale e comunale), perché le risorse disponibili sono andate in prevalenza per il rinnovo dei contratti dei soliti dipendenti pubblici senza pretendere un briciolo di produttività, per la scandalosa stabilizzazione di precari della PA e per l’abbassamento dell’età pensionabile, così da permettere ad un 58enne di percepire l’agognata (sic!) pensione ed iniziare qualche lavoretto in nero.

Il Governo è caduto perché non ha messo in atto uno straccio di politica per lo sviluppo; tra liberalizzazioni annunciate e terrorismo fiscale, la fiducia dei consumatori scema, mentre il potere d’acquisto dei salari non tiene la spirale dei prezzi.

Il Governo è caduto perché non aveva una politica estera se non un antiamericanismo precostituito condito dai pruriti filoarabi di D’Alema, è caduto per la goffaggine da banchiere centrale di Padoa Shioppa e l’inettitudine quasi comica di Pecoraro Scanio, è caduto perché ministri e sottosegretaria hanno sfilato in cortei di protesta contro il Governo stesso.

Ma da un Governo che non è riuscito nemmeno a garantire libertà di parola al Santo Padre, che cosa ci si poteva aspettare.

La verità è che i Governi cadono perché governano male, non perché frutto di questa o di quella legge elettorale, lo si comprenda e si restituisca ai cittadini la libertà di scegliere i propri rappresentanti. Smettiamola con questo balletto di consultazioni, che se non avessimo la spazzatura sui davanzali delle finestre al secondo piano, o se un salario medio bastasse almeno per sfamarsi e pagare l’affitto o il mutuo, sarebbero lo specchio della comicità alla quale l’assenza totale di responsabilità può portare.

Sono sfilati tutti tra il Quirinale e Palazzo Giustiniani, nelle ultime due settimane. Dai partiti che avevano nelle delegazioni per le consultazioni tutti i loro votanti, ai rappresentanti delle parti sociali (un modo elegante per dire i rappresentanti delle varie lobby e rendite), mentre si attendono nei prossimi giorni i no-Tav, i no-dal Molin e i ragazzi del centro sociale Gramigna e perché no il parere anche della Comunità Montana della Val di Susa. Si parla con tutti, si dialoga con tutti, perché non si ha la forza e la voglia di decidere, perché si è ostaggio di questa o di quella rendita di posizione.

Smettiamola di parlare di cose lontane dalle necessità di tutti i giorni, il Paese è un altro, ha bisogno di decisioni forti, a cominciare dalla libertà di indicare da chi queste decisioni devono essere prese.

Che questo balletto surreale, figlio della ipocrisa finisca, e si vada alle urne. (l'Occidentale)

6 commenti:

Anonimo ha detto...

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E infatti
PATAPUNFETE!
OK ? OK??
YES!!!
OOOO...OK !!!!!

Anonimo ha detto...

Dal salumiere

-Un panino con la Mortadella!
-La Mortadella non c'è più. E' finita. Siamo senza Mortadella. Sorry!

Anonimo ha detto...

EVITIAMO UN'ALTRA ACCOZZAGLIA ELETTORALE DI PARTITI MICROBO.
FACCIAMO UNA COALIZIONE DI CENTRO-DESTRA che NON SIA UNA RIPETIZIONE ASSURDA E STRIDULA di QUELLA MESSA IN PIEDI DALLA SINISTRA. Se queste gentili persone che tengono in piedi questi partiti microbo vogliono farne parte gli sia concesso al massimo di confluire in uno dei partiti della ex casa della LIBERTA'.
QUASAR

Anonimo ha detto...

L'ARBUME DE' LI RICORDI
Che zi' Romano, su 'a seddia addondolo, circonnato dali nipoti, che addesso fa er nonno, se mette a sfojà comosso l'arbume de l'eppiche 'mprese de er govverno duo, nonché tutti li cemelli de 'a su'ggloriosa bataja.
Quante lotte, rigazzini mia!, dicce co' 'allacrima alocchio.
Vedete? Questo è er pacco de' pannoloni che mè avanzato. A che serviva?
Quanno che annavo ar sennato, forze ce stava aria vizziata, me veniva'a sciorta. E con questi ... inzomma ... finiva tutto lì ... puzza a parte ... mattanto facevo core 'a voce che era colpa de er Berlusca. Furbo, no?
Me chiedete chi è questa? No! nunnè Crudellia! quella de li cani.No! E' 'a Montarcina ... che be' tempi! sempre fissa lì, feddele. Una vorta rivata co l'ambullanza, se schiaffava su 'a portrona e nun se scollava, manca co' 'e cannonate. E li ce faceva tutto: ce magnava, ce faceva 'a pennichella, se lavava li denti, teneva sempre a portata de mano 'o zi' Beppe ... tante vorte ar mommento de' votà je scappasse quarcosa.
E questo? 'O connoscete? No! nunnè er Gobbetto portafortuna; questo 'o chiammeno er divvo Giullio ... con quella gobba, cià dato sempre 'na manina, che senza de lui, sai quante vorte prima che sannava appicco!
E questo è er Granne Oscare, mento vollitivo, spocchia dura -io nunne cce ssto!!!!- ... senza de lui ... !
'A bbefana? Ma no! Questa è'a Rossabbinda, tanto carina, aho! Peccato che li rigazzini, quanno che laveveno vista una vorta, poi faceveno li sognacci ...
E volete vede' puro er firmino dell'urtima sedduta de er sennato? Vedete? Qui ce sto io. Poi a un certo punto 'un ce sto più. Pecchè? Eh! ... che ho preso tutte 'e mmi' carabbattole, so annato accasa, me so' messo in portrona e ho detto - E m' 'o vedi che dissastro che te ariva! ... è finnito er govverno de li sennatori avvita!

misterblack ha detto...

quando dici :
"verso chi per quindici anni ha rotto le uova nel paniere a questi professionisti della politica, servi sciocchi dei poteri forti."

chi intendi?
Berlusconi ? Fini ? calderoli?
o tutti e tre?
spero non calderoli, che , benche al governo ha varato la legge elettorale che , parole sue , definisce una legge porcata.

tu te lo ricordi vero che calderoli ha fatto una legge quando era al governo con berlusconi che e stata defoinita DA LUI STESSO un a porcata? te lo ricordi si o no?

perche se non te loricordi hai la memopria corta e se te lo ricordi coem fai a dire cio che dici?

misterblack ha detto...

Il Governo è caduto perché non aveva una politica estera se non un antiamericanismo precostituito condito dai pruriti filoarabi di D’Alema

come spieghi un anti americanismo dopo i fatti della base di vicenza? non mi risulta che gli americano non abbiano avuto cio che a noi servi schiavi negri dell america ci hanno ordinato:

l America ordina , l italia esegue.

mi sbaglio?

o siamo antiamericani e allora la base non doveva esser costruita, oppure se la base c'è ( e c'è) non siamo antiamericani... delle 2 luna mauro, dimmi quale.