lunedì 23 novembre 2009

Tribune Rai per pm e ex pm all'attacco di premier e maggioranza. Maurizio Marchesi

Giovedì Antonio Ingroia prima a Rainews24 ospite di Corradino Mineo la mattina e poi in prima serata da Michele Santoro. Luigi De Magistris il giorno dopo in seconda serata da Daria Bignardi. Antonio Spataro nel primo pomeriggio di domenica da Lucia Annunziata. Giancarlo Caselli un po’ di qua e un po’ di là, sulle reti pubbliche e su quelle private, il pomeriggio e anche la sera. Procuratori ed ex procuratori diventati parlamentari mobilitati per una campagna di interdizione contro le misure annunciate dalla maggioranza di governo per sveltire i processi e per trovare una via d’uscita all’assedio giudiziario nei confronti del premier (anche con un nuovo lodo come vorrebbe Pierferdinando Casini o imboccando altre vie, compresa quella costituzionale che potrebbe ripristinare l’immunità parlamentare - non l’impunità). Ne scaturisce un’immagine devastante della magistratura e la conferma della validità dell’allarme di chi denuncia l’alterazione ormai patologica degli equilibri che dovrebbero regolare i rapporti tra politica e magistratura. Non solo. Considerate certe risposte e certi accostamenti e certe richieste, compresa quella delle dimissioni del premier, si pone anche il problema di capire perché non venga garantito un adeguato contraddittorio. Magari interno alla corporazione. Possibile che tra gli ottomila e passa magistrati non ce ne sia uno disposto a contraddire le tesi e le accuse e le intemerate dei soliti noti? Perché non farli confrontare tra di loro? Ma forse sono proprio i magistrati gelosi dell’immagine super partes che tutti dovrebbero avere a non prestarsi, chissà. Bisognerebbe chiedere ai conduttori dei talk se li hanno mai invitati.

A questo punto comunque una domanda, a nostro avviso legittima, si impone: perché il servizio pubblico radiotelevisivo offre spazio a magistrati con l’evidente finalità di contestare maggioranza e premier non essendo peraltro neppure chiaro a quale titolo esprimano questi giudizi? Per esprimere valutazioni, che dovrebbero comunque essere sempre espressa con sobrietà, dovrebbero bastare e avanzare gli organi legittimati a farlo dell’Anm. Il Csm non ha niente da dire? (il Velino)

8 commenti:

Acchiappabufale ha detto...

Le Bufale di Mediaset:


http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_tg19.flv

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_ghio19.flv

Acchiappabufale ha detto...

Le Bufale di Repubblica :

L’ira del papà di Noemi: «Ora basta, “Repubblica” ci perseguita»

Quando hanno visto Repubblica si sono imbestialiti. «Il manager di Noemi indagato per prostituzione», titolava ieri il quotidiano di De Benedetti, con tanto di foto della giovane napoletana finita al centro delle polemiche per la partecipazione del premier, Silvio Berlusconi, alla festa per il suo diciottesimo compleanno e per il vezzo di chiamare il presidente «papi».
Si sono imbestialiti, si diceva, Noemi, mamma Anna e papà Elio Letizia. Già, perché Noemi, di manager, non ne ha nessuno. E meno che mai ha, così come affermato dal giornale, il piacentino Francesco Chiesa Soprani, messo sotto indagine per un presunto tentativo (fallito) di induzione alla prostituzione. Insomma, a detta dei Letizia, una bufala. Una bufala che però potrebbe costar cara a Repubblica visto che la famiglia ha dato mandato al proprio legale di valutare se sussistano gli estremi di querela. «Ora basta - tuona papà Elio -, è arrivato il momento che questa persecuzione di Repubblica finisca. Devono smetterla di diffondere notizie inesatte, false e anche un po’ tendenziose. Non c’è un accordo, non c’è alcun contratto con questo signor Chiesa Soprani. Gettare fango su mia figlia e su di noi in questo modo è intollerabile». Elio Letizia ricostruisce così la vicenda: «Noemi - spiega - è stata presente un paio di volte alla discoteca Jet Club di Cermenate, a Como. Ma per una questione di immagine, solo perché è amica - soltanto amica, per carità, nient’altro che amica - del titolare. Non ha mai preso soldi per queste sue comparse come ospite. Chiesa Soprani, per quel che sappiamo noi, si occupa della comunicazione in questo club, ma non c’è alcun legame con mia figlia. Non è il manager di Noemi, Noemi non ha manager. E mi spiace anche che questo signore sia stato tirato in ballo in questo modo, forse solo perché volevano associarlo a noi. Continuare a diffamarci con le menzogne non è più tollerabile».

Acchiappabufale ha detto...

Le Bufale del Times :

Kabul, "Sacchi d’oro ai talebani" Ecco come pacificano gli inglesi



Ma non erano i nostri soldati a pagare i talebani? Se siete di quelli che Times e giornalismo anglosassone sono un’unica fede allora attenti, perché la domanda rischia di sgretolare le vostre più inveterate certezze. Eppure il titolo del quotidiano tanto blasonato pubblicato sul suo sito internet suona proprio così «Army tells its soldiers to “bribe” the Taleban», ovvero: «L’esercito spiega ai suoi soldati di “corrompere” i talebani». Avete letto bene, stavolta non ci sono di mezzo Ignazio La Russa, i suoi predecessori o i pusillanimi marmittoni di casa nostra. Stavolta a pagare i seguaci del mullah Omar, anzi a coprirli d’oro, ci penseranno i soldati di Sua Maestà. Merito degli strateghi di Londra, merito di un nuovo manuale da campo inglese secondo cui l’unico modo per abbandonare l’Afghanistan senza lasciarsi troppi cadaveri alle spalle è comprarsi i talebani a peso d’oro o - per usare il termine del manuale di Sua Maestà - a «borse d’oro». A confermare l’aurea svolta ci pensa il Generale Paul Newton: «L’arma migliore per confrontarsi con gli insorti non è sparare ma pagare... solo usando sacchi d’oro riusciremo a cambiare le dinamiche del campo di battaglia» spiega l’ufficiale descritto come una delle menti più lucide degli alti comandi britannici.

In questo disquisire di mazzette e strategie la parte più spassosa la recita però il quotidiano. Non più tardi del 15 ottobre scorso il Vangelo secondo Murdoch se ne uscì con uno scoop da Kabul secondo cui a pagare i talebani erano i nostri soldati. Stando all’articolo, scritto orecchiando una notizia qua e un si dice di là, gli italiani dispiegati fino alla primavera del 2008 nella zona di Surubi, a sud della capitale, versavano mazzette ai talebani per portar a casa la pelle. Quella riprovevole abitudine taciuta dai nostri 007 agli omologhi di Parigi sarebbe stata, sempre a detta del Times, la causa di un’imboscata conclusasi con il massacro di dieci soldati francesi mandati a sostituire le nostre truppe. Il presunto scoop venne smentito nel giro di 48 ore dal ministro della Difesa La Russa, dai suoi colleghi francesi, dai comandanti americani e dai vertici Nato di Kabul. Il Times non fece mezzo passo indietro e continuò a riversare humour e fango sulle biasimevoli abitudini italiote. E stavolta? Stavolta manco «oh». Stavolta la notizia fila via senza un fremito d’indignazione, senza commenti e soprattutto senza inopportuni paragoni con gli italiani. Stavolta il Times, recupera il suo rigoroso stile britannico e spiega che la decisione è tutta legata alle difficoltà di una guerra dove gli americani comprano i talebani come galline al mercato mentre l’esercito di Sua Maestà non ha il becco di un quattrino. «I comandanti britannici durante le recenti operazioni non hanno avuto la possibilità di utilizzare lo stesso contante della controparte americana da questo momento - spiega la nuova Bibbia della contro guerriglia alla britannica maniera - i comandanti dovranno utilizzare il denaro allo stesso modo di un’arma. Se spesi nel contesto di una pianificazione a lungo termine quei soldi rappresentano un mezzo e un costo adeguato per sottrarre ai talebani l’appoggio delle comunità e garantire ai militari un indispensabile risparmio d’energie».

Acchiappabufale ha detto...

E se il denaro finisce nelle mani di talebani responsabili della morte di soldati della Nato? Nessun problema, anzi tanto meglio perché - spiega l’inossidabile generale Powell all’ancor più inossidabile quotidiano «non ha proprio senso parlare con persone che non hanno le mani sporche di sangue».

Un mese dopo aver accusato i soldati italiani di pagare il nemico il quotidiano simbolo del giornalismo inglese ci spiega insomma che denaro e mazzette sono il modo migliore per abbandonare l’Afghanistan e offrire al premier Gordon Brown la possibilità di affrontare con qualche speranza le elezioni del 2010. E stavolta, purtroppo, rischia anche d’esser vero.(il giornale)



Esercito Gb: "Corrompete talebani"
Afghanistan,ordine ai soldati:polemiche


L'esercito britannico ha ordinato alle truppe in Afghanistan di corrompere le possibile reclute dei talebani con "sacchi d'oro" per ridurre i loro ranghi. Non Solo. I comandanti sul campo dovranno trattare anche con i talebani che "hanno le mani sporche di sangue" allo scopo di accelerare la fine del conflitto. Queste le nuove regole contenute in un manuale da campo dell'esercito. E in Gran Bretagna si grida allo scandalo.

A dare notizia dell'esistenza del manuale è stato il "Times", secondo cui la somma sufficiente a dissuadere le reclute talebani dovrebbe superare i circa 10 dollari al giorno offerte dagli ex studenti coranici. Per il generale Paul Newton "la migliore arma per contrastare la guerriglia è non sparare ma usare borse di denaro per modificare le dinamiche della sicurezza. Ma non si può semplicemente gettare loro del denaro, bisogna fare le cose con saggezza". Ossia i soldi debbono essere usati "per privare i guerriglieri del sostegno delle comunità".

Qualche settimana fa, la stessa stampa britannica aveva puntato il dito contro il contingente italiano in Afghanistan, accusando i nostri soldati di corrompere i talebani per evitare di essere presi di mira da attacchi. All'accusa aveva risposto sdegnato il governo italiano, bollando come prive di ogni fondamento le indiscrezioni avanzate dalla stampa. (tgcom)

Anonimo ha detto...

Mi permetto di segnalare anche un articolo di Facci che spiega alcune frequentazioni pericolose di Trevaglio e Ingroia.
Io personalmente credo fossero ignari di chi avessero a che fare. Almeno lo spero:

http://www.macchianera.net/2009/11/20/che-scriverebbe-travaglio-di-travaglio/

Luigi

Acchiappabufale ha detto...

Non so se il signor Luigi conosca i retroscena di questa storia, per completezza è meglio pubblicarla tutta.

In realtà questo articolo, pur con nuovi particolari, riprende la falsariga di una polemica tra
D avanzo e Travaglio .

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/lezione-schifani/lezione-schifani.html

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/replica-travaglio/replica-travaglio.html

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/fatti-verita/fatti-verita.html


In pratica travaglio aveva denunciato schifani da Fazio per collusioni con la mafia, per aver frequentato nel 79 Mandalà, che fu poi indagato per mafia nel 98, ventanni dopo.

Adesso i Mestatori del torbido del fatto sono ripartiti all attacco di Schifani,che da avvocato aveva difeso un abuso edilizio di un costruttore, tale lo sicco,scopertosi poi mafioso, e in cui andarono ad abitare brusca e altre persone.

In pratica se un avvocato difende un mafioso in un processo o frequenta un futuro mafioso (20 anni dopo) è lui stesso mafioso, of course.

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2385094&yy=2009&mm=11&dd=21&title=reputazione

D avanzo già aveva fatto notare che lui si era fatto pagare le vacanze da Michele Aiello,che tempo dopo fu condannato, e in compagnia di Ciuro , che era una talpa della mafia (con cui ingroia collaborava).

adesso facci nell articolo di venerdi su libero riproposto da luigi
http://www.macchianera.net/2009/11/20/che-scriverebbe-travaglio-di-travaglio/
aggiunge nuovi particolari:

Ha soggiornato in un albergo posto sotto sequestro per mafia,a consigliarlo fu Ciuro poi arrestato per favoreggiamento, tanto che sal mometo del pagamento non incappò nei propietari dell hotel (arrestati per mafia)
ma nell Amministratore Giudiziario.
Ciononostante si fece consigliare da Ciuro le vacanze per l anno dopo.

Che direbbe Travaglio di Travaglio?

maurom ha detto...

Grazie Acchiappa e grazie Luigi.

Questo blog è una tribuna aperta e le notizie sono il "carburante" per farlo andare avanti.
Noi cerchiamo sempre di verificarle e, comunque, citiamo le fonti.

Anonimo ha detto...

Grazie.
Caro Acchiappa
hai sintetizzato molto bene la vicenda che seguo da un po'.
Se posso pero' dare un consiglio ci sono forse alcune imprecisioni che ti chiederei di verificare. Quando si parla con fan travagliati occorre dire le cose precise se no si rischia di non essere incisivi.
T non ha detto che schifani era mafioso. L'ha sottinteso. Ha detto che era quasi una muffa e un lombrico, e poi (senza dire "in quanto che" ) ha detto della cosa del mafioso. Mandala' e' stato inquisito pochi anni dopo che Schifani era uscito dalla societa', ma e' stato condannato definitivamente diciotto anni dopo.
Il pagamento delle vacanze di T da parte di Aiello finora sono solo accuse non provate. Di certo e' che T ha passato le sue vacanze con Ciuro , in carcere per essere informatore di Aiello, un mafioso, anche se la sentenza dice che Ciuro ha aiutao Aiello non per aiutare la mafia ma solo per i suoi interessi.
Se non specifichi questo i Travagliones potrebero sbertucciarti.
La mia opinione personale e' che Travaglio sia un infame falso. Mi sa che siete d'accordo con me.
Bye!
Luigi